venerdì 28 marzo 2008

vellutata di broccolo romano e sedano rapa

Fa ancora fresco e qualcosa di caldo e cremoso, per cena, fa piacere. Ho comprato un broccolo romano perchè è quello che fra i broccoli mi sembra il più delicato e così non sento lamentele tipo " cos'è questa puzza...... io non lo mangio". A dir il vero il metodo per cuocere il cavolfiore, oppure il cavolo verza senza che l'odore si diffonda per tutta la casa c'è, basta
mettere un colino con un mezzo panino all'interno, sopra la pentola ma sotto il coperchio. Funziona, basta ricordarselo, perchè quando l'odore inizia il suo vagabondare non lo si ferma più.




Ingredienti per 4: un broccolo romano medio, 100 gr. di sedano rapa, un ciuffo di prezzemolo, uno scalogno piccolo, pecorino a piacere, olio, sale e pepe.

Fate stufare lo scalogno e il prezzemolo con un pò d'olio e acqua, intanto pulite il sedano rapa e tagliatelo a tocchetti, staccate le cimette del broccolo e aggiungete tutto allo scalogno con circa mezzo litro di brodo vegetale(liofilizzato bio). Lasciate stufare fino a che risultano morbidi. Scolare le verdure con mestolo forato e frullate tutto, se occorre con un pò di brodo. Ora riponete tutto nel brodo rimasto e amalgamate con il pecorino gratuggiato. Impiattate con crostini di pane tostato e a chi piace l'aroma dell'aglio, strofinateli con uno spicchio finchè sono ancora caldi, un filo d'olio ed è pronto.

mercoledì 26 marzo 2008

Dulce de leche




Ho letto la ricetta in molti blog, e dato che le caramelle mou sono fra le mie preferite ( in particolare quelle dell'alpenliebe e pure quelle alla menta), questa ricetta mi incuriosiva, ma non conoscevo il latte condensato e non avevo molta idea di dove trovarlo; un giorno, al supermercato, mi imbatto in latte concentrato in barattolo, della nestlè, un pò dubbiosa se fosse proprio quello di cui si parlava nella ricetta, lo presi lo stesso, pensando che comunque l'avrei usato. Cercando la ricetta mi imbatto in questa di ovosodo che mi pare abbastanza facile.
Ho fatto bollire per 20 minuti, e poi raffreddare nella pentola, ed è venuta buona; la prossima volta proverò 15 minuti perchè la vorrei più chiara e morbida.

lunedì 24 marzo 2008

"pic nic" tirolese

Oggi Pasquetta, giorno di pic nic, il tempo è stato clemente e almeno il mattino è stato soleggiato, chissà se il sole arriverà a sera, spira aria frescolina, ma, qui in città, i turisti sono numerosi....
E' sì..... abbiamo preferito rimanere in città, a dir il vero il pic nic non ci ha mai attirato molto, solo poche volte, giusto per accontentare i ragazzi finchè erano piccoli. Il pranzo ci piace farlo come dice un detto "con le gambe sotto il tavolo"e pietanze da scoprire, meglio ancora se serviti.E' pur vero che se invece piace mangiare all'aperto su di un prato, niente da dire in contrario,anzi per fortuna non la pensiamo tutti allo stesso modo.
Di un pic nic in particolare ho un ricordo piuttosto fantozziano, partiti alla mattina armati di pane, affettati vari, formaggi, frutta e bibite, ci siamo diretti sui monti Lessini alla ricerca di un posto dove, per così dire piantare le tende, ogni radura che lì per lì ci sembrava adatta, una volta vista un pò più da vicino la scartavamo o per la poca ombra, o perchè troppo scoscesa, o perchè già troppo affollata........intanto si avvicinava l'ora in cui lo stomaco reclama e quindi dovevamo pur deciderci, finalmente un posto che stranamente nessuno aveva visto (abbiamo pensato noi), posteggiamo, prendiamo tutte le vettovaglie, chi portava le coperte da stendere a terra, chi il sacchetto del pane, chi i palloni per giocare nel prato...............cominciamo a sistemare le coperte e ci sediamo............... "tu che vuoi, il panino con..... e tu invece, con che cosa?" intanto ronzano delle mosche piuttosto insistenti, penso" ma possibile che siano tutte qui" cominciamo a sgranocchiare i panini e sventolare via queste mosche che sembravano sempre di più................"mamma mamma, qui c'è una torta di mucca" cioè...? "e un'altra anche là"........vengo a vedere, dico io. accidenti guardando meglio vi erano parecchie di quelle "torte di mucca" oramai secche, ma, ecco perchè tutte quelle mosche e perchè il posto era lì tutto per noi. Speriamo che chi ha steso la coperta abbia fatto caso a queste torte, ho pensato, ma a quel punto sia mio marito che io ci siamo guardati e scoppiando a ridere abbiamo detto "bambini mi dispiace ma il picnic è finito raccogliete tutto e il resto lo mangiate a casa, seduti comodi e senza insetti vari, a giocare nel prato andrete dai nonni.Così eravamo partiti alle 10 della mattina e alle due del pomeriggio stavamo già tornando.Quello è stato uno dei pochi pic nic ma in particolare l'ultimo.
Oggi il picnic casalingo, soprattutto per equilibrare il pranzo pasquale, è consistito in un pasto freddo tipico trentino, ho fatto il pane nero aromatizzato al finocchietto, con un pò di speck, formaggi, e pinzimonio abbiamo fatto pasquetta.

sabato 22 marzo 2008

risotto cremoso rosso e bianco



E' da tempo che penso a come usare le rape rosse, oltre alla classica insalata, che tra l'altro mangio solo io; è pur vero che il loro sapore è molto particolare, qualcuno dice "di terra" altri "di muffa" e si potrrebbe continuare, ma vi tralascio il peggio, ovviamente parlo dei miei commensali abituali, ma penso che anche altri siano con loro d'accordo. Allora come mi succede spesso comincio gli esperimenti di cui adesso vi rendo partecipi.
Ingredienti per 4 porzioni modeste: 200 gr. rape rosse, 300gr. di gorgonzola al mascarpone, 30 gr. sedano rapa o qualche foglia di sedano, prezzemolo, mezzo scalogno, mezza carotina, pezzetto di aglio, e a piacere due cucchiaini di curry, un mestolo di brodo vegetale, 250 gr. di riso, sale, olio q.b.

Prendo 200 gr. di rape rosse già cotte, pelate e senza conservanti e le faccio a cubetti, intanto faccio soffriggere per qualche minuto mezzo scalogno, qualche foglia di prezzemolo e di sedano ( a meno a che non abbiate del sedano rapa, del quale potete metterne cubetti per circa 30 gr.), mezza carotina a fettine, mezzo spicchietto di aglio e a chi piace , ma non è indispensabile,2 cucchiaini di curry, io che li ho messi vi posso dire che si sentono chiaramente, quindi dosate in base ai vostri gusti; dopo di che aggiungete un mestolino di brodo (dado vegetale bio) e lasciate andare fino a che si asciuga. Una volta intiepidito passate tutto al setaccio aggiustate di sale e mettete da parte. Preparate il risotto in modo che rimanga morbido, intanto prendete il gorgonzola al mascarpone e a bagno maria fatene sciogliere 200 gr. gli altri 100 gr. li aggiungete al risotto nell'ultimo minuto di cottura. A fuoco spento mettete la purea di rape e mescolate bene, impiattate e al centro mettete due cucchiai della crema formaggiosa. Il sapore delle rape, quello terroso, amuffito ecc ecc. vi garantisco, non c'è più, rimane molto delicato e di un bel color rubino.
Provate, potrebbe piacervi.

giovedì 20 marzo 2008

burro "cafè de Paris" ma di Ginevra


Ho finalmente provato la salsa che Nino ha usato nella sua ENTRECÔTE CAFÈ DE PARIS
e ve la consiglio vivamente, è saporita e vederla sciogliersi al momento nel proprio piatto è un bel vedere e gustare.
Vi consegno gli ingredienti e la ricetta così come l'ho copiati da Nino:

INGREDIENTI PER LA SALSA:

Burro a pomata: 50 grammi (vi consiglio di ricordarvi di lasciarlo fuori dal frigo)
Senape: un cucchiaio
Filetti d'acciuga: tre
Aglio: uno spicchio
Rosmarino: un rametto
Prezzemolo tritato: un cucchiaio
Pepe: un pizzico
Succo di limone: qualche goccia
Sale: un pizzico

PREPARAZIONE DELLA SALSA

Lavorare il burro con la senape, pestare in un mortaio l'aglio privato dell'anima, il prezzemolo, il rosmarino tritato, i filetti d'acciuga, il pepe e il sale,(io li ho messi in un mini frullatore) si deve ricavare una poltiglia, aggiungerlo al burro con la senape, mettere le gocce del succo di limone e amalgamare bene, si deve ottenere una crema omogenea, mettere una decina di minuti in frigo a rapprendersi, togliere dal frigo e disporla su uno strato di pellicola, formando un cilindro di 3/4 cm. di spessore, arrotolarlo, chiuderlo bene e tenerlo in frigo per quando servirà, si può conservare per lungo tempo, basta fare riferimento alla data di scadenza del burro stesso.

mercoledì 19 marzo 2008

costolette d'agnello e yogurt



Siamo vicini a Pasqua e il piatto che vedremo su moltissime tavole sarà l'agnello, io non lo amo particolarmente, perchè ha un odore che mi da un pò fastidio, l'unica parte che riesco a mangiare sono le costolette alla brace, dove la carne sgrassandosi perde proprio quell'odore di cui parlavo. Stavolta però ho trovato una ricetta dove ottengo lo stesso risultato cambiando comunque la cottura.
Ingredienti: la dose è per una persona, 3 costolette , 1 piccolo spicchio d'aglio, un cucchiaio colmo di yogurt, un cucchiaio di olio, un cucchiaio di salsa di soia,un pizzico di peperoncino in polvere, sale.

Emulsionate lo yogurt con la salsa di soia e l'olio, tritate finemente l'aglio e aggiungetelo con il peperoncino e un pizzico di sale. Mettete la carne, ricoprendola per bene, a marinare in questa salsa, in luogo fresco, per almeno due ore, coprite con la carta allumino. Io l'ho messa direttamente in una pirofila che poi infilerò nel forno a 200 gradi per 15 minuti coperta e altri 15 scoperta. Le patate al forno con rosmarino mi sono sembrate il contorno classico ma sempre apprezzato.

La ricetta originale invece dice di togliere le costolette dalla marinata e cuocerle sulla bistecchiera ben calda, bagnandole con la marinata. A voi la scelta, io per evitare schizzi e relative puliture, lì per lì ho deciso per il forno.

lunedì 17 marzo 2008

gnocchi di semolino al radicchio rosso di Verona


Anni fa mi cimentai nella preparazione degli gnocchi di patate, sapevo che la dose di farina da mettere era quella che si prendevano le patate fino a quando l'impasto risultava non più appiccicoso. Così li feci e riuscirono bene, quindi visto la semplicità decisi di prepararli per una cena con i miei cognati, e usai lo stesso sistema, ma forse le patate non erano le più adatte, come scopersi in un secondo tempo, ve ne sono di vari tipi. Questa volta misi più farina e ancora le mani si appiccicavano, decisi che comunque era sufficiente. Li preparai per cena e una volta portati a tavola mi accorsi quanto erano duri, in un primo momento non dissi nulla, ma poi mi imbarazzai e trovai comunque il coraggio di invitare i miei ospiti a lasciarli nel piatto senza crearsi problemi perchè ne avevano tutte le ragioni. Offrii loro direttamente il secondo che per fortuna era molto meglio. Da quel giorno non li ho più fatti, ma opto per gnocchi di tutti altri tipi.
Questi sono abbastanza facili, ma sopprattutto non c'è problema di morbidezza.

Ingredienti:250gr. di semolino, 2 uova, 750 cl.di latte, mezzo litro di acqua,150 gr. di parmigiano grattugiato,80 gr. di burro, 1 scalogno, un cespo medio di radicchio rosso di verona, pepe, sale.

Mettete il latte e l'acqua sul fuoco con un pizzico di sale, quando inizia a bollire aggiungere il semolino mescolando con la frusta, dopo 10 minuti spegnere e lasciar intiepidire. Intanto far soffriggere lo scalogno sottile per pochi minuti, e poi mettere il radicchio tagliato a listerelle, salate e lasciate ad appassire per 10 minuti. Accendete il forno a 200 gradi. Aggiungete i tuorli e metà del parmigiano al semolino, mescolare bene e versare su di un piano dove lo stenderete con una spatola, o in mancanza come me,usate pure un coltellaccio che bagnerete ogni volta che andrete a stendere fino a raggiungere un centimetro di spessore. A questo punto con uno stampino circolare ritagliate l'impasto e mettete i dischi in una pirofila, già unta con del burro, a strati con il radicchio e il parmigiano, finite con il radicchio e il formaggio. Infornate per dieci minuti e poi per altri 3 o 4 minuti con il grill per formare un pò di crosticina.

domenica 16 marzo 2008

tortine all'arancia


Ho l'abitudine di copiare su di un foglietto le ricette che mi piacerebbe provare, poi il foglietto lo inserisco in qualche rivista di cucina in attesa del momento più opportuno per provarle, ma spesso dimentico dove lo metto e lo ritrovo quando cerco qualsiasi altra ricetta,questa infatti è uscita fuori qualche giorno fa mentre cercavo tutt'altro,ma vi posso garantire che questi muffin colore del sole sono molto aromatici, io ho aggiunto la ciocc. fondente e l'abbinamento secondo me ci sta giusto bene, meno invece le nocciole intere, meglio forse le mandorle a scaglie.
Ingredienti: 200 gr. di farina, 200 gr. di zucchero,2 uova, 1 arancia non trattata, una tazzina da cappuccino, scarsa di olio di semi, 1/2bustina di lievito, 1 bustina di vanillina, 6 cioccolatini fondenti, nocciole o mandorle.
preparazione:
Frullate l'arancia tagliata a pezzi, con tutta la buccia fino a ottenere una cremina, se non fosse abbastanza succosa, aggiungere un pò di latte. Mettete i tuorli, l'olio, lo zucchero e continuate per pochi minuti a frullare.Ora versate tutto in una ciotola e incorporate la farina, il lievito e la vanillina setacciati, poi gli albumi montati ben fermi. Versate negli stampini fino a metà e inserite i cioccolatini che ricoprirete con l'impasto rimasto. Infornate a 180 gradi per 30 minuti.

domenica 9 marzo 2008

sedanini ai colori d'italia




Fine degli attacchi di dolcinite, oggi posto questo primo semplice e completo. La pasta la preferisco alle verdure e dato che cucino io, molto democraticamente la faccio preferire anche agli altri componenti di casa, il ragù o comunque la carne a parer mio, è meno sfiziosa come condimento, però quella che mangiamo pochissimo è forse proprio quella che nelle altre famiglie si usa di più, la pasta al pomodoro, e comunque eventualmente solo pomodoro fresco con basilico, origano e spicchio d'aglio intero. Oggi è toccato a questa pasta che per caso ha assunto i colori italiani; avevo dei broccoletti e una rimanenza di prosc. di parma e ne è uscita questa che vedete.
Preparazione:
Ho diviso le cimette dei broccoletti che ho cotto al vapore lasciandoli un pò al dente, ho spezzettato il prosciutto e ho preparato del grana a scaglie. Intanto ho buttato la pasta a bollire e nel mentre ho messo a soffriggere l 'aglio con un pò d'olio, poi ho aggiunto i broccoletti e ho lasciato insaporire a fuoco basso per il tempo di cottura della pasta; all'ultimo ho messo il prosciutto, scolato la pasta e fatta spadellare con le verdure poco prima di impiattare aggiungere le scaglie di grana.

venerdì 7 marzo 2008

cappuccino cremoso con sfoglie di wafer e fondente



Forse è colpa del tempo così poco primaverile, che per compensare la voglia di sole, mi prendono certi attacchi vogliosi di dolce, e dato che non sono dolcetti che ho preventivato mi arrangio con quello che trovo in casa e esperimento lì per lì.
Oggi è toccato alla ricotta che ho trasformato in una crema cappuccino.

Ho preso 150 gr. di ricotta, un cucchiaio colmo di miele che ho fatto sciogliere(io ho quello di tiglio),un bianco d'uovo, caffè solubile, cioccolata fondente, e un cucchiaino di zucchero a velo.

Preparazione: ho sbattuto l'albume con lo zucchero a velo ben fermo, poi ho sbattuto la ricotta con il miele e li ho uniti a formare un unico composto, al quale vi aggiungo due cucchiaini di caffè solubile passati al setaccio in un colino a maglia stretta e amalgamo bene.
Con la tasca da pasticcere riempo la coppettina, taglio un wafer (napolitaner) a fettine, con il pelapatate faccio le scaglie di cioccolato fondente e compongo. A concludere sciolgo un cioccolatino fondente e quando è tiepido ne metto un pò al centro e ci poso sopra una nocciolina.
Con queste dosi ne vengono circa tre.

martedì 4 marzo 2008

Prugne bon bon

Oggi ho voglia di inventare qualcosa di semplice e sfizioso, a disposizione ho delle prugne della noberasco, dei cioccolatini al ciocc. fondente, del torroncino, degli amarettini (i mini )della Vicenzi e.... mi pare che già con questi qualcosa si possa fare.

Prendo le prugne che sono denocciolate ma appiccicate e con l'aiuto del cucchiaino dalla parte del manico apro il frutto, ne preparo 12; poi frullo 25 gr. di torroncino insieme a 4 cioccolatini, e ne frullo 40 gr. da solo. Separatamente frullo anche 12 amarettini; amalgamo il torroncino
e il cioccolato con un cucchiaino di latte e ne faccio un composto che vado a sistemare nelle prugne, poi alcune prugne le passo nella granella del torroncino solo e alcune nella granella degli amaretti.



Apre il supermercato pizzo-free

Questa notizia come tante altre, positive, sta passando in sordina, perchè, si dice le "cose"buone non fanno notizia, invece merita di essere diffusa e conosciuta perchè gli esempi son quelli che parlano più delle parole sprecate dei nostri governanti intenti a non farsi sottrarre la sedia da sotto. E forse la sicilia sta trovando la strada giusta per farsi conoscere non solo per le coppole o i pizzini, ma combattendo" la criminalità dal basso, a partire dagli atteggiamenti quotidiani, per arrivare a sconfiggere un sistema radicato."Leggete qui

domenica 2 marzo 2008

Crema speziata d'ananas

Zorra mi ha invitato a partecipare al international women's day, con ricette in giallo. Io vi partecipo volentieri, ma prima vorrei dire qualcosa in merito a questa giornata sperando che chi legge abbia un pensiero per le donne che così non sono considerate.
Questo giorno oramai è stato fagocitato, come tante altre ricorrenze del resto, dal consumismo e andrebbe ripulito dall'idea che lo si deve festeggiare a tutti i costi con mimose a profusione o peggio ancora con belloni che sculettano davanti a signore ululanti, di certo non si ricorda la violenza o le ingiustizie che subiscono le donne. Violenza in qualunque forma si presenti, e che ai giorni nostri purtroppo persiste in tutto il globo; questo giorno dovrebbe essere il giorno in cui si da voce a quelle donne che voce non hanno, attraverso le nostre bocche, far in modo che si ricordi e si conosca quello che avviene ancor oggi e una parola da chi ha la fortuna di poterlo fare può forse dare la giusta considerazione che questo giorno merita da parte di chi pensa sia un giorno di festa fra i tanti.
Non per questo dobbiamo essere tristi o abbattute, ma anzi decise a far conoscere ai più giovani che la festa della donna non ha niente a che fare con festeggiamenti, che spesso del rispetto per la donna hanno ben poco.
Ora però vi voglio far conoscere perchè la mimosa è il fiore delle donne, la fantasia di una antica leggenda "cinese" dice:

Un pulviscolo di granelli gialli vaga portato dal vento e, dopo tanto volare, un giorno decide di fermarsi. Chicco dopo chicco, batuffolo dopo batuffolo, piano piano la mimosa tinge un albero di giallo, poi un altro e un altro ancora. E tutte queste piccole cose che si uniscono, danno vita ad una cosa sola, grande e bellissima. Per questa ragione in Cina la pianta della mimosa viene considerata simbolo di unità.
Simbolo di crescita e di prosperità che lascia nel vento, quasi in segno di riconoscenza, un profumo inconfondibile e persistente. In Cina la mimosa rappresenta la forza dell'insieme

Se volete sapere veramente, perchè è stata scelta però, vi consiglio di andare qui



Questa ricettina mi è sembrata un'alternativa fresca e poco calorica per concludere un pasto e dato che è gialla la propongo a Zorra.
Ingredienti: un'ananas fresco di circa 1 kg., mezza stecca di cannella, 2 chiodi di garofano, 150 gr di zucchero, succo di un limone e la sua buccia, acqua se occorre, un cucchiaio di tequila, io ho messo limoncello, 50 gr. amido di mais. Chi le spezie le vuol sentire poco poco è meglio se dimezza la cannella.
Tagliare a tocchetti l'ananas, metterla in una casseruola con gli ingredienti meno il liquore e l'amido, far bollire moderatamente per 15 minuti, nel frattempo diluire l'amido con un pò l'acqua; togliere le spezie al frutto e una volta intiepidito far frullare per bene, aggiungere anche l'amido e rifrullare, riporre di nuovo sul fuoco per altri 10 minuti e far bollire a fuoco basso. Passarlo poi al setaccio per togliere eventuali fili che potrebbe lasciare il frutto.Aggiungete il liquore, versate nelle coppe e una volta intiepidito lasciarlo in frigo almeno 2 ore.

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