sabato 30 agosto 2008

peperoni ripieni al cous cous aromatico


Quando son tornata da Benevento, mi son portata alcune verdure donatemi da mia cognata che abita in campagna ed è appassionata del suo orto e delle piante da giardino e in vaso. Sia l'orto che le piante, sembrano voler ricambiare la cura ricevuta, nel tempo libero dal lavoro, con verdure, frutta e fiori al meglio,.......ricordiamoci però che siamo a Benevento e secondo me ha ereditato qualche formuletta magica segreta per avere questi risultati......comunque sta di fatto che di questo bene, una volta l'anno godo pure io e i sapori sono esattamente quelli che appartengono alla verdura o frutta in questione, nel senso che quelle che compriamo a volte hanno i colori e la forma ma mancano profumi e quel che più grave i sapori. Mi ha donato delle prugne, delle pesche, delle melanzane e un bel pò di pomodori che mi sto scorpacciando a crudo, dato che ne sono ghiotta.
Ovviamente le ricette ottenute con queste delizie, prossimamente nei prossimi post. Intanto, per cominciare ecco i peperoni.


Questo tipo di peperoni a forma conica con polpa sottile, qui a Verona io non li trovo, ma nel meridione li vedo spesso imbottiti e quindi ho pensato di "imbottonare" pure io.
Ho imbttito in modo leggero, senza carne o intingoli succolenti, e ho pensato questa ricettina light con cous cous e aromi. Gli aromi è ovvio che potete scieglierli a vostro piacimento.


Vi servono 8 peperoni conici, foglioline di 2 rametti di maggiorana, 4 foglie di salvia, 4 di erba luigia, 6 piccoli steli di prezzemolo, 3 foglie di basilico, mezzo spicchio d'aglio, un cucchiaio di capperi sottosale, 2 pomodorini, 100 gr. di asiago, mezza tazza di cous cous e poco più di mezza tazza d'acqua, sale e 2 cucchiai d'olio.

Svuotate dal torsolo e filamenti i peperoni, con un coltellino affilato e senza rovinarli, mettete un pizzico di sale al loro interno e scuoteteli in modo che si sparga, poi metteli nel piatto crisp al microonde per circa 6 minuti, oppure in alternativa in una padella antiaderente, rigirandoli, per qualche minuto di più, in modo che siano morbidi ma non cotti totalmente.
Ora lasciate intiepidire e intanto pulite i pomodorini dai semini tenendo solo la polpa, che tritate insieme a tutti gli altri ingredienti e mettete a bollire l'acqua salata.

Quando bolle spegnete e aggiungete il cous cous con l'olio, coprite e lasciate assorbire tutta l'acqua, poi mescolate per sgranare il tutto e aggiungete il trito degli aromi. Prendete i peperoni raffreddati e cominciate a riempire con un cucchiaino, premendo delicatamente, in modo che arrivi in fondo, poi scaldate in un pentolino sempre antiaderente un filo d'olio e metteteci i peperoni dal lato dell'apertura, se il pentolino è della misura giusta, staranno in piedi da soli, altrimenti legateli con un giro di filo tutti insieme, oppure uno ad uno tenendolo e lasciate che si rosolino (un minuto) in modo da sigillare l'apertura, da cui così non usciranno i granellini di cous cous.

Dopodichè se li volete al dente, sono pronti, se li volete più cotti e più saporiti rigirateli delicatamente nella padella con l'olio per qualche altro minuto.



giovedì 28 agosto 2008

melone e croccanti di prosciutto



Io ho ancora voglia di estate e voi? quindi non la mollo e questo scampolo di estate che ci rimane lo voglio trattenere mangiando ancora piatti estivi, ma magari in modo insolito, anche perchè in cucina mi piace più che faticare, divertirmi e mangiare cose familiari, ma al tempo stesso insolite. Ho trovato una ricetta su "cucina no problem" che mi ha incuriosito e dato che era veloce a farsi e avevo gli ingredienti occorrenti......mi son detta.....prova!
le modifiche che ho fatto le trovate in parentesi.
ingredienti per 2 coppette - due cucchiai di polpa a coppetta - : 200 gr. di melone maturo, ma non troppo, la buccia deve avere ancora nelle scanalature un pizzico di verde, 2 fette di prosciutto crudo, due cucchiai di aceto balsamico, un cucchiaio di olio, pepe, sale, (1 cucchiaino da caffè colmo di zucchero).


Preparazione: frullate il melone, (l'aceto balsamico tenetelo da parte per usarlo dopo) con pizzico di sale, pepe , ( mettetelo in un colino a maglie strette a colare il suo sugo sopra ad una ciotolina, e riponete in frigo), intanto tagliate a listarelle il prosciutto e mettetelo a rosolare senza niente in un padellino antiaderente, fino ad essere croccante.



Ora girate un po' il melone in modo che fuoriesca buona parte del suo succo e versatelo in un pentolino con 2 cucchiai di aceto balsamico e un cucchiaino da caffè, colmo di zucchero. Lasciatelo sobbollire fin quasi a consumarsi e diventare caramello. Lasciarlo raffreddare.) Intanto la polpa lasciatela al fresco, coperta da pellicola.


Una volta pronto il caramello, mettete l'olio nella polpa di melone e mescolate, distribuite nelle coppette, inserite i croccanti di prosciutto e (versate a goccia il caramello).


lunedì 25 agosto 2008

tartare di champignon e pozioni magiche...in quel di Benevento 2


Tremate tremate............. le streghe son tornate.........................bè un po' per il mio nick, infatti Astrofiammante è la regina della notte nell'opera del Flauto magico di Woolfi (Mozart), e un po' per la città da cui sono tornata, Benevento appunto, città nota come la città delle streghe, eccomi qui, una strega a metà.....per colpa di una scopa impigrita che non mi ascolta e di volare non ne vuol sapere.....forse si è accorta che mi manca l'unguento magico, infatti a Benevento, delle streghe si dice che:

Nel beneventano la strega prende il nome di janara, dal latino janus=porta, in quanto essa insidiava le porte, per introdursi nelle case.Secondo la tradizione, le janare (le streghe) si davano convegno sotto il noce di Benevento lungo il fiume Sabato nella notte del sabato. Sotto i rami di tale immenso albero - che aveva la caratteristica di essere sempre verde, in ogni stagione - celebravano i loro riti, le ianare, tuttavia, dovevano tornare alle proprie abitazioni prima del sorgere del sole e prima del suono della campana che annunciava l'inizio di un nuovo giorno. Di notte, però, dopo essersi cosparse le ascelle (secondo altri il petto) di un unguento magico, esse avevano la capacità di spiccare il volo lanciandosi nel vuoto a cavallo di una scopa costruita con saggina essiccata. Nel momento del balzo, pronunciavano la frase: 
Sott'a l'acqua, sott'a 'r vient, sott'a la noc d' Bnvient
(sotto l'acqua e nel vento, sotto il noce di Benevento)




Nel nostro soggiorno a Benevento, un giorno sì e uno no, siamo usciti a cena e quindi ora, equilibrare un po' non ci fa proprio male, quindi anche per rimanere in tema di piatti estivi eccovi una tartare di funghi champignon condita con erba luigia di cui vi do alcune notizie - La leggenda racconta che il nome popolare di questa pianta aromatica sia dovuto all'omaggio che un amante della Duchessa di Parma, Maria Luigia, volle fare alla sua amata, dedicandole un liquore estratto dalle sue foglie fresche dal delizioso sentore di limone. Questa bella pianta originaria del Sud America vegeta rigogliosa nei climi mediterranei e specialmente nelle campagne dell'Emilia-Romagna. Le sue foglie erano utilizzate nella comune pratica casalinga dalle massaie per profumare di fresco, di pulito, di primavera la biancheria della casa.

Se vi interessa saperne di più andate a questo sito dove ho tratto queste curiosità e continuate a leggere.


Passiamo ora alla tartare, che avevo visto in un'altra versione dal
la belleauberge


Prendete 5 funghi champignon e controllate che siano ben chiusi sotto il cappello, che poi staccherete, e lavarete sotto acqua corrente, togliete la parte più scura delle lamelle, che eventualmente, userete con i gambi, in aggiunta al sugo per una pasta....

tagliateli prima a fettine e poi per l'altro verso, oppure tagliateli con la mezza luna in tocchetti,

man mano che li ponete nel piatto spruzzateli di limone così rimarranno belli bianchi,

una volta tutti tagliati, conditeli con .......un trito di erba luigia, olio di ghianda, una spolveratina di polvere di corteccia di prezzemolo e una di semi di muschio......questa è la vera pozione magica che vi garantisce degli effetti portentosi.......ma ve li lascio scoprire........se non vi fidate usate un'emulsione di olio, pepe, sale e un trito di erba luigia, fatevi una risata................e sarà già un bell' effetto :-))))))

giovedì 7 agosto 2008

mattonella allo yogurt e pesche




Y come yogurt quindi partecipo all'Abbeccedario della trattoria Muvara

Oggi ho voglia di un gelato....o qualcosa che gli somiglia.....in frigo ho dello yogurt greco....della ricotta vaccina......quella c'è spesso, ho pesche, albicocche.......direi che si può fare un semifreddo.
Bene ho gli ingredienti, ma non ho le dosi......uso quelle che ho e cioè 260 gr. di ricotta e 300 gr. di yogurt.
Voglio fare una mattonella con al centro uno spessore di marmellata alle pesche, che ho fatto due giorni fa e un po' mi è rimasta fuori dal vasetto.



Preparazione :
Passo al setaccio la ricotta e la amalgamo allo yogurt, che è già cremoso di suo, aggiungo 3 cucchiai di zucchero a velo e un cucchiaio colmo di miele, giro per benino ed è pronto, stendo l'insieme, in uno stampo da plum-cake, dove ho steso prima un foglio di pellicola, ma arriva solo a metà dello stampo, quindi metto in freezer, anche perchè per stendere bene la marmellata, il composto deve essere sodo, esco a fare un giretto per bere un caffè e poi passo a fare la spesa e ricompro le stesse dosi degli ingredienti, torno e rifaccio il composto. Prendo dal freezer lo stampo dove intanto si è rassodata la prima dose di crema e spalmo la marmellata sopra la quale verso la seconda parte di crema di yogurt e ricotta e rimetto in freezer.
Le dosi quindi vanno raddoppiate



Prendo una pesca noce,grande e soda, ma matura, sarebbe meglio biologica dato che non va pelata.
Tagliamo a metà e togliamo il nocciolo, facciamo delle fette di pochi millimetri e mettiamole a caramellare 15/20 secondi, con un po' di zucchero e acqua, lasciamo raffreddare e dopo aver controllato che anche il secondo composto si sia rassodato distribuiamo le fette sulla mattonella e rimettiamo a raffreddare.

P.S. se la mangiate entro due tre ore lasciatela pure in freezer, ma se la mangiate dopo parecchie ore , allora mettetela in frigo almeno un'ora prima di servire.

sabato 2 agosto 2008

pasta fredda al pesto di limone e tartare di tonno


 Oggi ho preparato questa pasta prendendo spunto da una ricetta di Filippo Lamantia che presentava il pesto al limone e ho pensato di farne una pasta fredda con il tonno fresco che avevo già in freezer. Io l'ho preparata già a metà mattina, e l'ho condita definitamente al momento di servire.



Ingredienti : mezzo finocchio medio, mezzo limone, 6 foglioline di menta, 5 foglioline di basilico, un cucchiaio di capperi sotto sale, un cucchiaione di pinoli o scaglie di mandorle, 2 rametti di finocchietto, tonno fresco, semi di finocchio, olio e sale quanto basta.

Mondate il finocchio e tagliatelo a tocchetti, pelate a vivo il mezzo limone, togliendo i semi e le parti bianche, mettete tutto nel frullatore insieme agli altri ingredienti, tranne un rametto di finocchietto, condite con olio evo e il sale......il pesto è pronto.
Con le dosi da me usate otterrete una coppetta da macedonia di pesto al limone, come questa:


Cuocete la pasta che avete scelto, mentre cuoce, fate una tartare di tonno e conditela con olio, sale e semi di finocchietto, una volta cotta la pasta, passatela sotto l'acqua fredda e conditela con la tartare e un filo d'olio, mescolate per bene e mettetela in frigo nello scomparto meno freddo.


Riprendete la pasta al momento di servire, aggiungendo il pesto di limone, mescolate per bene e spolverizzate con il rametto di finocchietto tagliato con la forbice al momento.

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