martedì 30 dicembre 2008

menù di capodanno

Auguriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii e feliceeeeeeeeeeeeee
anno nuovoooooooooooooo


La tradizione vuole che per augurare tutto il bene possibile si debba passare sotto il vischio appeso e darsi un bacio e quindi a chiunque passi sotto il vischio, lascio un bacio con l'augurio grande per l'anno che verrà, perchè sia da ricordare per tutte le cose belle che spero vi capiteranno.
Ma vi lascio anche qualche suggerimento, nel caso foste ancora indecisi su da farsi al cenone di capodanno.



Le cucine degli italiani sarannno in fermento per il cenone dei cenoni, si dice che il rito del capodanno richieda sulla tavola piatti ricchi e abbondanti, dove non possono mancare le lenticchie che in teoria......molto in teoria... portano fortuna danarosa;
lo zampone, che da noi si trasforma in cotechino, per richiamare il lusso e l'abbondanza, la frutta secca con guscio che proteggerà dalla sf....sfortuna, mentre quella dolce come fichi e datteri porterà dolcezza alla vita.......insomma ogni scusa è buona per mettere sulla tavola di tutto e di più...........ci sono poi i detti come ad esempio che chi berrà l'ultima goccia di spumante sarà fortunato......oppure che il giorno di capodanno non si deve uscire con le tasche vuote perchè porta miseria........si dice pure che l'ultimo giorno dell'anno solo le donne comandano..., ma si dice anche che il primo giorno dell'anno vedere una donna per prima porta sfortuna......quindi donne approfittatene e presentatevi da chi sapete voi ;-))))))

Io intanto ho provato due piatti un antipasto e un primo che contengono la fortuna, la tradizione e il nuovo (nella presentazione) e con gli stessi partecipo alla raccolta di Val di nellabottepiccola abbinando, pur non essendo intenditrice, un rosso corposo come lo SCALIGIO Rosso del Veneto 2004.


Gli alimenti di questo antipasto di solito sono un secondo piatto, che quando arriva, spesso non si apprezza dato che si è già sazi, quindi ho pensato di ribaltare le sorti delle lenticchie e del cotechino, e poi così, se ne mangia meno e facciamo uno sberleffo all'allegra compagnia di colesterolo e trigliceridi sempre pronti a moltiplicarsi e diffondersi.

Antipasto fortunato, da presentare come preferite: in coppa o formato bosco di lenticchie con luna di cotechino :-))

Ingredienti per 2: 250 gr. lenticchie già lessate, una piccola carota, prezzemolo, pezzetto di porro, mezzo spicchio d'aglio, olio alla maggiorana. ovviamente il cotechino lessato, una patata grossa, una noce di burro, 5 cucchiai di reggiano grattuggiato, mezzo bicchiere di latte, sale.

Preparazione : lessate le lenticchie o come me prendete il pacchettino della Bonduelle, in questo caso sciacquatele, fate un trito con carota, prezzemolo, porro e aglio, soffriggetelo per qualche minuto e poi versatevi le lenticchie, lasciate insaporire per 15 minuti a fuoco basso e coperte. Una volta pronte, mettete l'olio aromatico. Intanto avrete messo a lessare la patata, una volta cotta passatela e in una casseruola aggiungetevi il latte, il formaggio e il burro, rigirando per bene, lasciate qualche minuto ad addensare. Una volta tutto pronto, mettete la la formina dell'albero al centro del piattino, riempitela premendo un po' con un cucchiaino e livellate con la lama di un coltello,ora aggiungete un letto di lenticchie tutto intorno ai rami dell'albero e poi sfilate la formina e aggiungete la luna "cotecosa". Potete preparare prima e negli ultimi minuti che precedono il mettersi a tavola, tenere al caldo in forno a 50 gradi, oppure riscaldare al microonde al momento.
L'altra opzione è quella in coppa, sciegliete un bicchiere dalla bocca abbastanza larga e mettete prima le lenticchie, poi il purè e la fetta di cotechino in piedi.


E ora passiamo al primo piatto:

risotto al lardo e rosmarino, con cialda di parmigiano al rosmarino.

Certo il lardo non ha la dote della leggerezza, ma ne mettiamo il giusto senza abbondare.
Ingredienti per 2 : a parte il riso non ho pesato niente, ma vi do misure a cucchiai, due cucchiai rasi di lardo ( Colonnata, Arnad, o locale di qualità) pestato con il coltello, un cucchiaio di trito d'aghi di rosmarino, un pezzo di porro lungo 5 cm. tritato,mezzo bicchiere di vino bianco, 160 gr. di riso vialone nano delle riserie veronesi, 400 cl. di brodo vegetale salato oppure fatto con un dado biologico.

Preparazione : rosolate lentamente a fuoco basso e coperti, il lardo e il porro tritati, per qualche minuto, aggiungete qualche cucchiaio di acqua per non farli bruciare, oppure un po' d'olio, dipende da quanto badate alle calorie ;-)). Quando il lardo si sarà sciolto per la maggiore, aggiungete anche il rosmarino, girate per bene, versate il riso a tostare qualche secondo e a seguire il vino che farete sfumare. Ora aggiungete un po' alla volta il brodo rigirando di tanto in tanto, verso la fine cottura mettete tre cucchiai di reggiano gratuggiato e una noce di burro per mantecare e spegnete. Nel frattempo che cuoce il riso mettete 4 cucchiaioni di reggiano gratuggiato con aghi di rosmarino tritati, in un padellino antiaderente e lasciate che si sciolga, prendetelo da un lembo e posatelo sulla carta forno dove con lo stampino stesso o con la punta di coltello ritaglierete l'alberello. Lasciatelo raffreddare e usatelo al momento di impiattare, io ne avevo posato uno piccolo, al centro del risotto, ma fin che ho fatto le foto si è sciolto ;-(
Una volta impiattato date un filo d'olio al rosmarino e di formaggio gratuggiato.



Per seguire vi aggiungo l'arrosto ripieno di castagne che io ho accompagnato con una sprolunga di mix di radicchio fresco, verde, rosso, rosa, striato e per finire non può mancare il nadalin con crema al mascarpone, e ora che mancano pochi secondi allo scoccare della mezzanotte brindate con un buon SOAVE CLASSICO SPUMANTE BRUT.

domenica 28 dicembre 2008

insalata....in attesa dell'anno nuovo



Cosa ne dite se facciamo pausa e andiamo direttamente ai contorni e alla frutta????
dove giri....giri...si parla o si vede cibo.........quando è troppo si perde anche la capacità di gustare, quindi mi prendo una pausa e per qualche pranzo e cena....farò la capretta e mangerò frutta e verdura. Questa è la mia insalata di oggi, cavolo capuccio rosso, cavolo capuccio bianco, finocchio, mela, e noci. Le verdure tutte tagliate sottilmente con la mandolina e la mela biologica con buccia tagliata a cubetti, i gherigli di noce a metà, il tutto condito con un'emulsione di aceto ai frutti di bosco, sale affumicato, olio ex.v. d'oliva.

mercoledì 24 dicembre 2008

AUGURI A TUTTI





E così è arrivato il Natale,
e tu cosa hai fatto?
Un altro anno se n’è andato
e uno nuovo è appena iniziato.

E così è Natale,
auguro a tutti di essere felici
alle persone vicine e a quelle care
ai vecchi ed ai giovani.

Buon Natale
e felice anno nuovo.
Speriamo sia un buon anno
senza timori né paure.

E così è Natale,
per i deboli ed i forti,
per i ricchi ed i poveri,
il mondo è così sbagliato.

E così è Natale,
per i neri ed i bianchi,
per i gialli ed i rossi,
smettiamola di combattere.

Buon Natale
e felice anno nuovo.
Speriamo sia un buon anno
senza timori né paure.

E così è Natale,
con tutto quello che è successo.
Un altro anno se n’è andato
e uno nuovo è appena iniziato.

E così è Natale,
auguro a tutti di essere felici
alle persone vicine e a quelle care
ai vecchi ed ai giovani.

Buon Natale
e felice anno nuovo.
Speriamo sia un buon anno
senza timori né paure.

La guerra è finita
Se tu lo vuoi
La guerra è finita
La guerra è finita, adesso.


AUGURI DI BUON NATALE A TUTTI VOI

lunedì 22 dicembre 2008

Nadalin....il papà del pandoro

Veneto - Verona

Questo dolce diventò nel 1260 una specialità natalizia veronese detta nadalin con base a forma di stella a otto punte non molto alto. Il nadalin fu creato per festeggiare il primo Natale dopo l’investitura dei nobili Della Scala a Signori di Verona. Solo nell’ottocento il dolce cambiò forma:
venne alzato, le punte ridotte a cinque e chiamato pandoro. E per questo si dice che sia il papà del pandoro. In questi giorni lo si trova in tutte le pasticcerie o nei panifici e ora anche in varie misure dai piccoli di 250 gr. a 500 gr. fino a 1 kg. Ora si usano gli stampi a stella a 5 punte, come quello che ho usato io, monouso di carta. In questo ci sono meno uova e molto meno burro, quindi è un po' più secco a differenza del pandoro, chiamato così anche per il suo colore, dovuto appunto alle molte uova usate.

Nel mio girovagare fra libri di cucina, ho visto proprio nei primi giorni di dicembre l'uscita di un libro di ricette solo veronesi, ne avevo già visto altri due, ma non mi piacevano molto, una volta sfogliato questo invece, ho pensato che poteva star bene anche nella mia cucina...........e oggi passando in quella libreria dove vado sempre, mi sono accorta che era esaurito.......probabilmente era piaciuto molto di più degli altri due, che erano ancora lì. Ho messo subito in pratica la ricetta del momento.......il nadalin, che mi ha regalato una bella soddisfazione, essendo riuscito proprio bene.
E ora, leggete e cercate di tradurre la ricetta, ve la metto in dialetto......non scappate, mettetevi alla prova ( ^__________^)
quel che ghe vol : ( la ç si legge s come per sibilo)
çinqueçento gr. de farina, dosentoçinquanta gr. de botiér, çentoçinquanta gr. de sùcaro, tri ovi, çinquanta gr. de lievito de bira, sugo de limòn, setanta gr. de mandole tritade, sal, gusto de vanilia.

Come se fà el dolçe a forma de stela a çinque ponte con 'na bogna 'n meso: impastar i òvi con la farina, el botiér, el sùcaro, el sugo de meso limòn, un poco de aqua e par ultimo un pìsego de sàl e la vanilia. Ciapàr l'impasto e cassarghelo drénto al careteristico stampo. Métar sòra le mandole e, infornàr a 150° par un'ora. Quando lo sfornè e l'è ancora caldo, mettarghe un bel poco de sùcaro velo de sòra.


Allora come è andata? volete qualche chiarimento? OK è natale sarò buona, ve la scrivo anche in italiano e più dettagliata.

Ingredienti : 500 gr. di farina, 250 gr. di burro,( ne ho messo 200) 150 gr. di zucchero, 3 uova, 50 gr. di lievito di birra, succo di limone, 70 gr. di mandorle tritate, sale, aroma di vaniglia.

Preparazione dolce a forma di stella a cinque punte con una protuberanza in mezzo: Impastare le uova con la farina, il burro, lo zucchero, il succo di mezzo limone,( un poco di acqua, se serve) e per ultimo un pizzico di sale e la vaniglia. Ottenuto l'impasto, ponetelo sulla carta da forno infarinata, all'interno di una terrina e lasciatelo lievitare per 24 ore, (io l'ho fatto alle prime ore del pomeriggio, alla mattina l'ho rimpastato sgonfiandolo, e l'ho riposto di nuovo nella terrina,).

Al pomeriggio successivo, prendere l'impasto e versarlo dentro al caratteristico stampo. Mettere sopra le mandorle tritate grosse e, (io ci ho sbriciolato anche 5 amaretti) infornare a 150° per un'ora, vale sempre la prova dello stecchino da spiedino.
Quando lo sfornate, e ancora caldo ricopritelo di zucchero a velo abbondantemente.
Se poi lo volete proprio al completo, a casa mia è usanza spalmarci sopra una buona crema di mascarpone al cognac
Ingredienti per 4-6:500 gr di mascarpone, 100 gr di zucchero al velo, 3 cucchiai di cognac ( anche a piacere a seconda del grado di liquorosità voluta) oppure il latte per chi non volesse il liquore. ( c'è chi ci mette anche 2 tuorli sbattuti con lo zucchero ben spumosi, io evito)
Preparazione :amalgamare lo zucchero al mascarpone e il cognac mescolare ben bene, a seconda della fluidità voluta allungate con brandy o latte.


venerdì 19 dicembre 2008

arrosto ripieno di castagne




Continuo con il menù che ho preparato per la cena con Viviana e passo a postare il secondo, che consisteva in un arrosto di vitello ripieno di castagne, speck e funghi porcini secchi. Non pensavo di riuscire a postarlo, dato che non avevo l'intenzione di immobilizzare gli ospiti fino a che il "servizio fotografico" con tutte le capriole del caso, per trovare la luce e la prospettiva giusta, fosse esaurito. Poi, proprio Vivi, mi chiede se ho fatto le foto, dato che Rossa di sera ha una raccolta giusto giusto per le castagne e allora con quello che è rimasto, ho pensato di fotografare.....le castagne erano rimaste due tre sole solette, imboscate sotto alle ultime parti di carne rimaste.....in realtà sono servite come contorno, insomma ho fatto le foto racimolando quel che potevo......praticamente l'ultimo pezzo d'arrosto e la stessa fetta già tagliata ........fronte e retro ;-))))

Ingredienti per 6 : 1 kg. di carne di vitello, (fatevi fare dal vostro macellaio la tasca nel pezzo di carne, che poi andrete a riempire) 700 gr. di castagne, tre fettine di speck tagliato spesso, due grosse manciate di funghi porcini secchi, mezzo panino raffermo tipo ciabatta, prezzemolo, rosmarino, aglio, olio e burro in quantità pari, uno stecchino da spiedo.

preparazione : Si può preparare già nella mattinata o nel primo pomeriggio, così non vi trovate con troppe cose da fare all'ultimo minuto. Incidete le castagne e cuocetele al forno fino a quando la buccia comincerà ad aprirsi, pelatele e cercate di mantenerne una buona parte in pezzi grossi o intere. Mettete in ammollo i funghi in acqua tiepida e usate un po' di questa acqua in parte uguale ad altrettato latte per ammollare il mezzo panino. Tagliate a pezzetti lo speck, tritate il prezzemolo e un terzo delle castagne . Strizzate il pane e i funghi, tritateli e aggiungeteli agli altri ingredienti tritati amalgamando bene il trito. Introducete nella tasca e premete bene in modo da compattarlo bene fino alla chiusura, chiudete con lo stecchino da spiedo. Mettete l'arrosto a rosolare nell'olio e il burro con rosmarino e aglio fino a colorirsi e rigirate per rosolare bene tutte le parti. Versatevi 750 ml. d'acqua e un dado di brodo vegetale biologico, poi aggiustate con il sale e lasciate cuocere due ore. Aggiungete le castagne rimaste e lasciate un'altra mezz'ora a sobollire a fuoco basso. Lasciate freddare e tagliate l'arrosto a fette che poi riponete nella casseruola, così quando avrete gli ospiti a tavola non vi dovrete più sporcare le mani e farete prima a impiattare, riscaldando la carne a fuoco bassissimo, con coperchio per il tempo in cui verrà servito il primo.


Aggiornamento : mi sono arrivati i pacchi Swap e ve li voglio mostrare.....le mie due compagne sono state carine e generose, e le ringrazio oltre che per email anche qui....grazie a Daniela per i dolci campani, mustaccioli e rococò che avevo visto da Anna e mi avevano incuriosito.....ora curiosità svelata ;-))

......... e a Gisella, che però non ha il blog, per le delizie piemontesi, sicuramente una meglio dell'altra, e per quei tenerissimi portatovaglioli fatti all'uncinetto da lei stessa, brava !!!!

lunedì 15 dicembre 2008

Rotolo di patate al cuore di zucca

Sabato avevo ospiti a cena una coppia di amici di vecchia data e udite udite........ la principessa delle patate accompagnata dall'incorruttibile giudice GP....... io ricordavo di una principessa sul pisello, ma si sa che nel tempo le cose cambiano, ora sembra infatti che il trend sia dalla parte delle patate......e quindi ho pensato che non potevo accoglierli e non tenere conto del tubero tanto amato. Princi Vivi e consorte nonchè giudice della nobile raccolta patatosa ovviamente non hanno bisogno di presentazioni, ma se qualche novello blogger passasse di qui, sappia che sono gli sposini più amati dal circondario culinario e non. Noi abbiamo già constatato quanto sono di buona compagnia e ........anche di buona forchetta e bicchiere ^___^ e la cosa ci fa molto piacere.....e tra un bicchiere e chiacchere varie si è fatta notte fonda ed è arrivato anche il momento dei saluti e degli auguri di Natale.

Il menù che ho scelto, apriva la serata con sfoglie di lardo di colonnata e di tartufo nero della lessinia, su un crostino caldo di pane pugliese, a seguire non poteva mancare un piatto dove le patate fossero in prima fila, perciò ho pensato a questo rotolo......essendo una sperimentazione l'ho preparato già la mattina, in modo da vederne l'esito e eventualmente rimediare con altro. A seguire, arrosto con ripieno di castagne, e poi Kumquat al cioccolato che posterò prossimamente.

Ingredienti per 6: 700 gr. di patate per gnocchi, 250 gr. di farina, un uovo, sale, formaggio gratuggiato a piacere, 200 gr. di raschera e 200 di fontina, un mestolo di brodo vegetale, mezza zucca media, un mazzo grosso di erbette, due cucchiai di uvetta, 2 cucchiaini di cannella in polvere, uno spicchietto di aglio.


preparazione : mentre cuocete le patate e la zucca, lavate le erbette e mettetele a lessare in acqua salata, dopodichè le tritate in piccoli pezzi con il coltello e le fate saltare in padella con uno spicchietto d'aglio e olio. Una volta cotta la zucca e tolta la buccia, passatela, aggiungetevi l'uvetta passa che avrete ammorbidito in acqua tiepida, i due cucchiaini di cannella, e un pizzico di sale.

Scolate le patate, pelatele, passatele e quando tiepide, impastatele con la farina e l'uovo un po' sbattuto e salato. Preparate un foglio di carta forno infarinato e posatevi l'impasto, fate una sfoglia tirandola in modo grossolano con le mani e poi con il mattarello ricavate una forma rettangolare di mezzo cm. (io un po' di più, ed è troppo).

Ora mettete lungo il lato più corto la zucca, e arrotolate un primo giro a racchiuderla, stendete su tutta la sfoglia rimanente le erbette e con l'aiuto della carta forno finite di arrotolare e richiudete bene. Prendete la carta stagnola, srotolandola verso destra e appoggiatevi il rotolo in orrizontale, rispetto a voi, srotolate il doppio della lunghezza del rotolo e ripiegate come girare una pagina sul rotolo stesso, sigillate per bene in particolare il lato dove si congiungono le estremità della carta e mettetelo a cuocere in acqua bollente per mezz'ora, possibilmente in una pescera rettangolare
( se non l'avete fate due mezzi rotoli) .

Una volta cotto toglietelo dall'acqua e lasciate raffreddare, poi tagliatelo a fettine, disponete dei fiocchetti di burro in una pirofila e appoggiatevi le fettine, cospargendo di parmigiano, infornate per 15 minuti a 180 gradi. ( è meglio se coprite con carta stagnola per far rimanere morbida la patata, altrimenti si asciuga un pochetto come è successo a me)

Intanto tagliate a pezzi i due formaggi e in una pentola con un mestolo di brodo vegetale lasciate sciogliere a fuoco basso e con coperchio, mescolando di tanto in tanto. Una volta pronta la fonduta, disponetela nel piatto e appoggiatevi le fettine di rotolo sfornate.

venerdì 12 dicembre 2008

salatini di natale



Da un po' di tempo sto provando a fare dei "biscotti " salati, solo che non riesco mai a postarli perchè nel frattempo qualcuno assaggia e riassaggia e .....io non riesco a fotografare. Ne ho provati con e senza lievito, i primi rimangono più morbidi, i secondi più friabili.....a voi la scelta. Questi biscotti li inserisco nella raccolta di Eleonora.



Biscotti n.1


Ingredienti : 270 gr. di farina 00, un cucchiaino di lievito, due pizziconi di sale, tre cucchiai di parmigiano grattugiato, un cucchiaio di aghi di rosmarino tagliuzzati, i semini di 4 bacelli di cardamomo triturati, 3 uova, un uovo di olio, paprica affumicata.
Preparazione: accendete il forno a 190 gradi, mescolate tutti gli ingredienti nello stesso ordine d'elenco, e poi stirate la pasta dello spessore di mezzo cm. e date le forme che preferite, oppure fatene dei rotolini leggermente schiacciati, della larghezza di tre cm. e una volta cotti tagliateli di sbieco come si fa per i cantucci, io ho usato alberelli e stelline, sulle quali ho aggiunto dei pizzichi di paprica affumicata, infornate a 180 gradi per circa 20 minuti.

Biscotti n.2

Ingredienti : 130 gr. di farina, 1 uovo, 50 gr. di burro, 60 gr. di formaggio a julienne, io ho usato del pecorino, sale - due pizziconi + un pizzicone nell'uovo, quando lo sbattete.


Preparazione :accendete il forno a 190 gradi, impastate la farina con il burro ammorbidito e il formaggio, sbattete l'uovo con il sale e aggiungetelo. L'impasto ottenuto lo lasciate riposare 15 minuti in frigo. Riprendete l'impasto e stiratelo ad uno spessore di mezzo cm. ricavandone le formine e rimpastando i ritagli. Infornate per circa 20 minuti. Il formaggio cuocendo darà quei punti di colore che vedete. Aggiorno : mi sono dimenticata, ho messo anche due cucchiaini di semini di finocchietto.


mercoledì 3 dicembre 2008

spezzatino di persico alla salsa d'arancia


















I pesci interi, non sono molto ben voluti.....a meno che, qualcuno li pulisca e li prepari già sfilettati nel piatto.......comodo però. A dir il vero, neppure io, amo dover levare la pelle, togliere le spine.....le pinne ecc. ecc.
Quindi è meglio se me li mangio al ristorante ....dove qualcuno ci pensa.
A casa, spesso vado per i filetti di persico, che si prestano a svariati modi di preparazione. Questa volta ho scelto una ricetta dal libro - cucinare il pesce della Giunti - Demetra. la ricetta l'ho cambiata, infatti prevedeva astici, ma figuriamo se io mi metto a fare lotta romana con un astice per riuscire a ficcarlo nella pentola......naaaaaaa, non è per me.
In pratica ho usato solo la parte della ricetta che riguardava la salsa d'arancia....e pure lì ho cambiato....va bè diciamo che mi ci sono ispirata..... e poi ho veleggiato per altri mari. Con questa ricetta, partecipo al menù di natale di Carmen

Ingredienti per 4 : 1 Kg. di filetto di persico, mezzo bicchiere di vino bianco, due cucchiaini di semi di coriandolo, 2o gr. di burro, un po' d'olio, prezzemolo tritato, sale q.b.

Per la salsa d'arancia : 3 arance, 30 gr. di burro, un bicchiere di vino bianco secco, un cucchiaio di maizena, mezzo cucchiaio di zucchero, pepe, sale.


Preparazione : tagliate a cubetti il pesce, mettetelo in padella con burro e olio a fiamma vivace per qualche minuto, sfumate col vino e continuate a rosolare, aggiungendo i semi di coriandolo, salate e rigirate da sotto delicatamente, con una spatola di legno, in modo da non rompere i cubetti, quando avranno preso colore, aggiungete il prezzemolo e spegnete.

Per la salsa: spremete le arance e raccogliete il succo che andrete ad aggiungere assieme al vino al burro sciolto nella pentolina, lasciate restringere per qualche minuto, salate e versate lo zucchero, poi mettete la maizena precedentemente sciolta con poca acqua. Lasciate addensare fino a che sarà cremosa a vostro piacere. Irrorate i cubetti di pesce e per finire macinate il pepe fresco.


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