anno nuovoooooooooooooo

La tradizione vuole che per augurare tutto il bene possibile si debba passare sotto il vischio appeso e darsi un bacio e quindi a chiunque passi sotto il vischio, lascio un bacio con l'augurio grande per l'anno che verrà, perchè sia da ricordare per tutte le cose belle che spero vi capiteranno.
Ma vi lascio anche qualche suggerimento, nel caso foste ancora indecisi su da farsi al cenone di capodanno.

Le cucine degli italiani sarannno in fermento per il cenone dei cenoni, si dice che il rito del capodanno richieda sulla tavola piatti ricchi e abbondanti, dove non possono mancare le lenticchie che in teoria......molto in teoria... portano fortuna danarosa;lo zampone, che da noi si trasforma in cotechino, per richiamare il lusso e l'abbondanza, la frutta secca con guscio che proteggerà dalla sf....sfortuna, mentre quella dolce come fichi e datteri porterà dolcezza alla vita.......insomma ogni scusa è buona per mettere sulla tavola di tutto e di più...........ci sono poi i detti come ad esempio che chi berrà l'ultima goccia di spumante sarà fortunato......oppure che il giorno di capodanno non si deve uscire con le tasche vuote perchè porta miseria........si dice pure che l'ultimo giorno dell'anno solo le donne comandano..., ma si dice anche che il primo giorno dell'anno vedere una donna per prima porta sfortuna......quindi donne approfittatene e presentatevi da chi sapete voi ;-))))))
Io intanto ho provato due piatti un antipasto e un primo che contengono la fortuna, la tradizione e il nuovo (nella presentazione) e con gli stessi partecipo alla raccolta di Val di nellabottepiccola abbinando, pur non essendo intenditrice, un rosso corposo come lo SCALIGIO Rosso del Veneto 2004.
Gli alimenti di questo antipasto di solito sono un secondo piatto, che quando arriva, spesso non si apprezza dato che si è già sazi, quindi ho pensato di ribaltare le sorti delle lenticchie e del cotechino, e poi così, se ne mangia meno e facciamo uno sberleffo all'allegra compagnia di colesterolo e trigliceridi sempre pronti a moltiplicarsi e diffondersi.
Antipasto fortunato, da presentare come preferite: in coppa o formato bosco di lenticchie con luna di cotechino :-))
Ingredienti per 2: 250 gr. lenticchie già lessate, una piccola carota, prezzemolo, pezzetto di porro, mezzo spicchio d'aglio, olio alla maggiorana. ovviamente il cotechino lessato, una patata grossa, una noce di burro, 5 cucchiai di reggiano grattuggiato, mezzo bicchiere di latte, sale.
Preparazione : lessate le lenticchie o come me prendete il pacchettino della Bonduelle, in questo caso sciacquatele, fate un trito con carota, prezzemolo, porro e aglio, soffriggetelo per qualche minuto e poi versatevi le lenticchie, lasciate insaporire per 15 minuti a fuoco basso e coperte. Una volta pronte, mettete l'olio aromatico. Intanto avrete messo a lessare la patata, una volta cotta passatela e in una casseruola aggiungetevi il latte, il formaggio e il burro, rigirando per bene, lasciate qualche minuto ad addensare. Una volta tutto pronto, mettete la la formina dell'albero al centro del piattino, riempitela premendo un po' con un cucchiaino e livellate con la lama di un coltello,ora aggiungete un letto di lenticchie tutto intorno ai rami dell'albero e poi sfilate la formina e aggiungete la luna "cotecosa". Potete preparare prima e negli ultimi minuti che precedono il mettersi a tavola, tenere al caldo in forno a 50 gradi, oppure riscaldare al microonde al momento.
L'altra opzione è quella in coppa, sciegliete un bicchiere dalla bocca abbastanza larga e mettete prima le lenticchie, poi il purè e la fetta di cotechino in piedi.

E ora passiamo al primo piatto:
risotto al lardo e rosmarino, con cialda di parmigiano al rosmarino.
Certo il lardo non ha la dote della leggerezza, ma ne mettiamo il giusto senza abbondare.
Ingredienti per 2 : a parte il riso non ho pesato niente, ma vi do misure a cucchiai, due cucchiai rasi di lardo ( Colonnata, Arnad, o locale di qualità) pestato con il coltello, un cucchiaio di trito d'aghi di rosmarino, un pezzo di porro lungo 5 cm. tritato,mezzo bicchiere di vino bianco, 160 gr. di riso vialone nano delle riserie veronesi, 400 cl. di brodo vegetale salato oppure fatto con un dado biologico.
Preparazione : rosolate lentamente a fuoco basso e coperti, il lardo e il porro tritati, per qualche minuto, aggiungete qualche cucchiaio di acqua per non farli bruciare, oppure un po' d'olio, dipende da quanto badate alle calorie ;-)). Quando il lardo si sarà sciolto per la maggiore, aggiungete anche il rosmarino, girate per bene, versate il riso a tostare qualche secondo e a seguire il vino che farete sfumare. Ora aggiungete un po' alla volta il brodo rigirando di tanto in tanto, verso la fine cottura mettete tre cucchiai di reggiano gratuggiato e una noce di burro per mantecare e spegnete. Nel frattempo che cuoce il riso mettete 4 cucchiaioni di reggiano gratuggiato con aghi di rosmarino tritati, in un padellino antiaderente e lasciate che si sciolga, prendetelo da un lembo e posatelo sulla carta forno dove con lo stampino stesso o con la punta di coltello ritaglierete l'alberello. Lasciatelo raffreddare e usatelo al momento di impiattare, io ne avevo posato uno piccolo, al centro del risotto, ma fin che ho fatto le foto si è sciolto ;-(Una volta impiattato date un filo d'olio al rosmarino e di formaggio gratuggiato.
Per seguire vi aggiungo l'arrosto ripieno di castagne che io ho accompagnato con una sprolunga di mix di radicchio fresco, verde, rosso, rosa, striato e per finire non può mancare il nadalin con crema al mascarpone, e ora che mancano pochi secondi allo scoccare della mezzanotte brindate con un buon SOAVE CLASSICO SPUMANTE BRUT.







