giovedì 26 maggio 2011

carote candite mangiatutto


Le carote qui si mangiano spesso sia crude che cotte, crude in pinzimonio ma anche solo per sgranocchiare in attesa di qualcosa di più consistente da mettere sotto i denti. Se invece sono cotte diventano un vero contorno e allora le preferisco fare con varianti che vanno dalla cottura al forno, alla più semplice bollite e condite con trito di prezzemolo. 

Delle carote già l'anno scorso ho scoperto che si possono mangiare anche le foglie  e dato che ho trovato un bel mazzo di carote novelle con tanto di ciuffo le ho riutilizzate  buttando via praticamente  un'inezia.
Le foglie prima bollite le ho ripassate poi in padella per farne dei bocconcini d'antipasto mentre le carotine le ho candite al burro e miele. 

In questo modo è diventata una ricetta ecologica, le verdure sono di stagione e 
a km. 0 e gli scarti davvero poche briciole. 



Ingredienti : 500 gr. di carote novelle con le loro foglie, basilico, prezzemolo e aglio, 40 gr. di burro, un cucchiaio colmo di miele all'arancio o d'acacia, pepe, sale e un pizzico di peperoncino.

Preparazione : sciacquate le foglie, tagliatele togliendo gli steli al di sotto da dove partono che sono un po' legnosi e mettetele a bollire per pochi minuti finchè sono tenere. Scolate e strizzate l'acqua in eccesso, tagliatele e mettetele a ripassare in una padella dove avete scaldato un po' d'olio con un trito di basilico, prezzemolo e un pezzetto d'aglio, salate. Mettetene un po' su un mezzo bocconcino di pane tostato e enjoy ;-)
Le carote strofinatele con la lama del coltello per togliere la sottile buccia e lasciate un pezzetto del ciuffo comE decoro o come appiglio per mangiarle con le mani, sbollentatele in acqua salata lasciandole però molto al dente e scolatele. 
Preparate in una padella larga che le possa contenere tutte stese, il burro sciolto con il miele e il peperoncino e sistematele a rosolare a fuoco medio alto rigirandole e eventualmente regolando con il sale, una volta colorite sono pronte.

lunedì 23 maggio 2011

crema di ceci neri


Questi ceci li ho visti al naturasì e la curiosità è quella che in autonomia decide quello che deve entrare nel cestello senza stare a porsi tante domande, quindi ecco qua un sacchetto da 400 gr. di ceci neri da provare. Leggo sull'etichetta che la provenienza è dei dintorni di Perugia, e una volta a casa decido di metterli subito in ammollo.....mi informo meglio sulle modalità di cottura e scopro che essendo particolarmente duri devono rimanere in ammollo 48 ore cambiando l'acqua almeno due volte, io in realtà tre.
Chiedendo a santo google notizie in merito, leggo che sono una varietà non diffusa, ma appartenente a piccole zone del centro italia e della murgia in puglia dove si fa una zuppa di ceci o ci si condisce la pasta. Io li ho messi in ammollo tutti e li ho cotti con la pentola a pressione per 20 minuti, ho spento il fuoco e li ho lasciati per altri 20 minuti nella pentola chiusa, poi scolati e lasciati raffreddare per essere suddivisi in sacchetti per alimenti e messi in freezer per la prossima ricetta.

Ingredienti : una tazza di ceci neri già cotti, 2 falde di pomodori semi - secchi trovati in un alimentari ben fornito, un cucchiaino di semi di finocchio, succo di mezzo limone, foglioline di origano fresco, olio, pepe, sale.

Preparazione : in una padellina fate scaldare tre cucchiai di olio con i semi di finocchio finchè ne sentirete l'aroma, pochi minuti, spegnete e tenete da parte. Frullare i ceci con il limone e 2 o 3 (non ricordo bene) cucchiai di acqua per aiutare la massa a frullare, con qualche fogliolina di origano fresco, il sale e il pepe, tenendo da parte un paio di cucchiai di ceci interi.
Spostare il composto in una ciotolina regolate di sale, condite con l'olio ai semi di finocchio e spargetevi dei pezzetti di pomodori semi - secchi, guarnire con altre foglioline di origano fresco. Potete servire come  crema salata da spalmare ma anche, come ho fatto io, condirci la pasta allungando preventivamente la crema con dell'acqua di cottura della pasta.




Con questa ricetta partecipo al WHB 285, ospitato 
da Simona del blog di Simona's kitchen , 
cos'è il WHB? 
fondato da Kalyn e ora organizzato da Halo per l'edizione straniera e da Brii per l'edizione italiana, per saperne di più e partecipare vi rimando qui

giovedì 19 maggio 2011

pane in cassetta ai pistacchi e toast al tonno profumato


Questo è il mio primo pane fatto con il lievito madre passatomi da Alice,  pensavo che il poverino avesse vita breve con me, invece è ancora bello vivo e vegeto nonostante le mie cure non siano eccessive. L'ho abbandonato per più di dieci giorni e una volta ripreso ha risposto alla grande, evidentemente Alice l'aveva ben istruito sul fatto di dove sarebbe andato ad alloggiare, grazie Aliceeeee ^______^

La ricetta l'ho presa dal libro di Sara Papa "La bontà del pane" del quale ho già sperimentato il pangoccioli e la margherita di semola , le sue ricette sono dosate perfettamente e i risultati lo confermano.

Ingredienti : 500 gr. di farina 0, 270 gr. di latte, 120 di noci, in realtà io ho usato i pistacchi, 12 gr. di lievito di birra o 150 gr. di lievito madre, 1 cucchiaino di malto o miele, 10 gr. di sale, un piccolo tuorlo e 2 cucchiai di latte.

Preparazione : fate sciogliere il lievito in 50 gr. di latte tiepido e impastate con 100 gr. di farina formando un panetto che riponete in una ciotola coperto a far lievitare per circa 30 minuti in luogo tiepido.
Disporre sulla spianatoia la farina rimasta mettendo il panetto al centro con il malto, il sale e il latte rimasto, impastate e inseritevi i pistacchi un po' alla volta.

L'impasto morbido ma consistente dovrà lievitare 40 - 45 minuti. Una volta lievitato, dividetelo in tre parti uguali a cilindro e saldando l'estremità formate una treccia, ponetelo nello stampo da plum cake o da pane in cassetta foderato con carta forno e lasciatelo lievitare fino al suo raddoppio.
Spennellate la superficie delicatamente con il tuorlo leggermente sbattuto con il latte e fate cuocere in forno già caldo a 180 gradi per 50 minuti. Sfornate e mettete sulla griglia a raffreddare.


 
Oltre che come pane io l'ho usato per un saporito taoast per un pranzo veloce fuori casa, mille volte meglio dei taost che ti propinano al bar che immancabilmente insaporiscono con salsette o sono secchi da  ingozzarti come un'oca destinata per sua sfortuna al patè.

L'ho farcito prendendo spunto dal libro "toast, dalla francia con amore" con tonno profumato.

Ingredienti per il tonno profumato : tre cucchiai di tonno sott'olio o naturale se lo preferite, 3 foglie di basilico, tre fettine di bocconcino di mozzarella, 3 cucchiaini di aceto balsamico, 1 cucchiaio di succo di limone, qualche goccia di tabasco, una grattugiata di aglio, un cucchiaio scarso di piccoli capperi e fettine di ravanelli freschi.


Preparazione : imburrate solo una faccia delle fette di pane e spolverizzatele con del sale, preparate il tonno schiacciandolo per renderlo più fine aggiungete 3 cucchiaini di aceto balsamico, il limone, il tabasco, i capperi e rigirate bene, posatelo sulla faccia non imburrata del pane e adagiatevi la mozzarella, le foglioline di basilico e infine i ravanelli. Sistemate nella tostiera e buon appetito.

lunedì 16 maggio 2011

RABARBARO-BREAD PUDDING


Son già due volte che raccolgo il mio rabarbaro e la cosa mi piace dato che non lo troverei dal fruttivendolo ma dovrei ordinarlo al Bioexpress. Io amo i sapori agrodolci e quindi il rabarbaro che è l'essenza di questo sapore è un prodotto a me congeniale, si abbina benissimo con altri frutti aciduli  e insieme a impasti dolci ne fa davvero un buon connubio. Del rabarbaro si tengono gli steli rossastri e si buttano le foglie che sono tossiche. Ha proprietà digestive e depurative del fegato e antinfiammatorio dell' apparato intestinale.

Lo si può anche congelare per usarlo in un secondo tempo, e quando lo si cuoce sprigiona un buon aroma, in questa occasione ve lo propongo in versione di un succoso budino di pane al rabarbaro e qualche fragola.

Ingredienti per 1 porzione (abbondante) : 2 fette di pane ai pistacchi (anche senza) raffermo, 120 ml. di latte, 1 cucchiaio di sciroppo d'acero, due cucchiai di zucchero di canna bruno, un cucchiaio colmo di miele all'arancio ( o altro), tre gambi di rabarbaro, 2 cucchiaini da tè di preparato per budino alla vaniglia, foglioline di menta, due fragole + una grande.

Preparazione : aggiungere al latte intiepidito lo sciroppo d'acero, mettere le due fette di pane in una fondina e ricoprirle con metà del latte tiepido, lasciarle inzuppare per bene, aggiungere al latte rimanente i due cucchiaini di preparato per budino e sciogliere rigirando. Lavare e tagliare a cubetti il rabarbaro, metterlo in una casseruola con lo zucchero e il miele, aggiungendo mezzo mestolo d'acqua porlo sul fuoco medio alto e lasciarlo cuocere dai 3 ai 5 minuti. Togliere dal fuoco e aggiungervi subito le due fragole tagliate a pezzi, cuoceranno giusto quel poco per amalgamarsi bene alla composta. Una volta pronto il pane trasferite la prima fetta con una spatola in una pirofila e sistematevi sopra qualche cucchiaio della composta, adagiate anche la seconda fetta di pane e altra composta, versate ora il latte rimasto e mettete in microonde per circa 4 minuti o finchè vedrete che il latte si è addensato attorno al bread-pudding.
Una volta sfornato per ultimo mettete una fragola al centro e foglioline di menta, fate scorrere un cucchiaino di sciroppo d'acero sul tutto e servire caldo o tiepido.



Altre ricette con il rabarbaro

mercoledì 11 maggio 2011

gallo alla salsa verde


Mi son spariti tutti i commenti  ;-((  non vi posso rispondere, ma è colpa di blogger!!!!

Ho trovato al mercato un gallo ruspante e dato che era di dimensioni regali, e lo si vede dalla coscia che ho lasciato intera e che occupa la metà del piatto da portata, ne ho preso metà. Non credo di averne mai mangiati, il pollo del piccolo pollaio che tiene ancora papà ci offre dei signori polli allo spiedo o alla griglia, ma di galli non ricordo di averne mangiati. Questo, che il rivenditore mi ha detto sia vissuto all'aperto, aveva carni molto sode e saporite, io ho trovato una ricetta su di un libretto che non sapevo nemmeno di avere e che fa parte di 7 volumetti chiamati Il talismano della felicità di Ada Boni......sicuramente li ha raccolti la mia mamma in allegato con qualche rivista e me li ha dati in tempi in cui ero meno attenta al mondo dei fornelli.
Leggo a riguardo del Talismano della felicità  che è un manuale di cucina stampato per la prima volta nel 1929 e che si regalava spesso alle giovani spose e che è ancora un riferimento prezioso per chi ha a che fare con la cucina compresi gli esperti del settore.

Vi riporto una asserzione della stessa autrice, una convinta cuoca che crede nella felicità del cucinare e nel donare quella felicità alla propria famiglia attraverso le proprie preparazioni.

" non vi possa essere una vera felicità là dove viene trascurata una parte così essenziale della nostra vita di tutti i giorni......la cucina è la più gaia delle arti ed insieme la più piacevole delle scienze"


........... e questo gallo partecipa all'originale raccolta della trattoria dove galletti e galline fanno un girotondo di piatto in piatto per far parte all'alfabeto delle ricette che vi invito ad andare a sbirciare. 


Ingredienti per 3 : mezzo gallo (o un pollo piccolo), mezzo bicchiere di vino bianco, due cipollotti, un cucchiaio di olio, una decina di pomodorini freschi o pelati, mezzo litro di brodo di carne ( con il dado di carne), mezzo bicchiere di aceto, un bel mazzetto di prezzemolo, due acciughe piccole diliscate, un cucchiaio di capperi, 4 piccoli cetriolini sott'aceto, uno spicchietto d'aglio, sale e pepe.

Preparazione : far rosolare la cipolla con l'olio e appena ammorbidita aggiungere in padella anche i pezzi di gallo con la pelle, far cuocere a fuoco vivace finchè saranno ben dorati, poi spolverizzateli con della farina e versatevi mezzo bicchiere di vino bianco che lascerete sfumare.
Aggiungere i pomodorini leggermente schiacciati e dopo pochi minuti coprite la carne con il brodo, coprite e lasciate cuocere. Intanto tritate o frullate il prezzemolo, i cetriolini, l'aglio, le acciughe, e i capperi.  In una piccola casseruola mettete a bollire l'aceto e lasciate che si riduca fino a rimanere circa 3 cucchiai perdendo così la sua acidità e unitelo al trito.
Circa 5 minuti prima di spegnere la padella con il gallo versatevi la salsa verde e amalgamate nel sughetto che rimarrà comunque rosso ^____^ per guarnire, un ultimo trito di prezzemolo fresco.

lunedì 9 maggio 2011

soufflè agli asparagi


Questa ricetta arriva direttamente da una rivista letta dalla parrucchiera, avevo cominciato a scrivere su uno scontrino riesumato dalla borsa gli ingredienti, quando la parrucchiera mossa a pietà mi ha detto ...ma non sarebbe meglio una fotocopia? ma dai, certo che sarebbe meglio....detto .....fatto la fotocopia con il soufflè era mia ^____^
Mai fatto un soufflè, dato che sapevo di quanto sono dispettosi.
Si mostrano in tutta la loro beltà dentro il forno, per poi concedersi in toto alla forza di gravità e lasciarti con un palmo di naso una volta usciti, ma questa è la loro natura e quindi è meglio rassegnarsi, saranno bruttini ma comunque buoni.
L'importante è che gli albumi siano montati a neve ben ferma e solo come ultimo passaggio, infatti sono loro che gonfieranno il soufflè a patto che non apriate MAI il forno, se li servite immediatamente vi faranno fare un ottima figura anche esteticamente, ma se volete fare le foto allora è un altro paio di maniche come vedete nelle mie foto.

Ancora dentro il forno sembrano scoppiare.......

Ingredienti per 5/6 soufflè (a seconda della loro grandezza): un mazzo di asparagi verdi, un porro, 20 gr di burro più per imburrare, 30 gr. di farina, 200 ml. di latte, qualche cucchiaio di parmigiano grattugiato, 3 tuorli e 4 albumi.


Appena fuori se vi attardate a cercare lo straccio per non ustionarvi cominciano leggermente a cedere........

Preparazione : eliminate la parte legnosa degli asparagi e sciacquateli, lessateli finche saranno teneri, scolateli e frullate. Rosolate il porro tagliato sottilmente. Sciogliete il burro e versateci la farina, rigirate e poi unitevi il latte tiepido e lasciate che si formi una crema densa rigirando e cuocendo all'incirca per 5 minuti. Mettete la besciamella ottenuta in una ciotola e incorporate il parmigiano a piacere, unite anche la purea di asparagi mescolando. Sbattete leggermente i tuorli e uniteli al composto. Imburrate i vostri ramekin metteteci sul fondo un po' di porro rosolato e teneteli lì pronti. Accendete il forno a 180 gradi. Montate a neve ben ferma gli albumi con un pizzico di sale e amalgamateli delicatamente alla crema rigirando dal basso verso l'alto e raccogliendo intorno, salate e pepate. Versate in ogni ramekin riempendo fino all'orlo e infornate nella parte bassa del forno, così non doreranno totalmente e manterranno almeno in parte il colore verde, dopo 10 minuti abbassate a 160 e lasciate altri 30 minuti.




e pur scattando le foto velocemente, quei pochi minuti saranno fatali......ploffffetteeeee.
Con questa ricetta partecipo al WHB 283, cos'è il WHB? fondato da Kalyn e ora organizzato da Halo per l'edizione straniera e da Brii per l'edizione italiana, per saperne di più e partecipare vi rimando qui. Questa settimana è ospitato da Simona del blog briciole.

mercoledì 4 maggio 2011

qualche compera a zonzo per il mondo

Per raccontarvi un po' di dove siamo stati a pasqua occorrerà sistemare le foto ma nel frattempo vi lascio sfrugugliare nella mia valigia degli acquisti fatti un po' qua un po' là fra mercatini di roba vecchia e casalinghi locali........


senza la pretesa di pensare di aver fatto affari d'antiquariato e ben consci che pur essendo vecchie cose non sono certo oggetti di valore remunerativo ci siamo divertiti ad un mercatino in una città dove gli unici senza occhi a mandorla eravamo noi e dove proprio per questo abbiamo pensato che la possibilità di trovare qualcosa che non fosse sfacciatamente specchietto per allodole occidentali forse valeva la pena dare un'occhiata.......e così io che avevo già nella mia testolina di trovare posti simili tenevo ben alta la mia attenzione nei nostri percorsi e ad un certo punto ecco che vedo una viuzza laterale da dove spunta una bancarella di oggetti vari, subito stoppo la marcia e mi ci intrufolo a dare una sbirciata. La prima cosa che mi incuriosisce è una palla di vetro che scopro essere questo orologio che vedete sopra....mi piace ma come ci parlo alla venditrice? esco e chiamo il mio traduttore personale ( leggasi figlio) e comincia così la trattativa che prosegue per vari minuti fino a che le cifre pian piano s'incontrano e la palla prende posto nel nostro zaino........l'orologio è funzionante per quel che penso, credo che sia una bella riproduzione...e comunque a me piace e questo è l'importante..........

questo piatto invece era il contenitore di monete pseudo antiche e ben invecchiate...a me non interessavano ma volevo vedere il piatto e quindi spostavo le monete da un lato.....la ragazza dietro la bancarella credendo che non mi piacessero pensa bene di aggiungerne ancora ricoprendo di nuovo il piatto, allora prendo il piatto e gentilmente lo svuoto, a gesti le faccio capire che è il piatto che mi interessa....mi guarda un po' stordita pensando di aver capito male .....io insisto a tenere il piatto richiamo il mio traduttore che le spiega la cosa .....accenna un sorriso di sorpresa misto a compatimento rimanendo però un po' spiazzata sulla cifra da chiederci, ne approfittiamo e lanciamo subito un'offerta base minima, quell'input è bastato per riavviare un'altra trattativa, mio marito ad un certo punto per tagliare corto le
offre allungando la mano, alcune banconote di una cifra più che ragionevole e lei allunga la sua e sorridendo ci da un foglio di carta per impacchettare........sicuramente avrà pensato che questi laowai (occidentali) erano decisamente strani, che se ne faranno di un vecchio piatto con un Maotzetung e compagno?  ^______^


proseguiamo e su un'altra bancarella spunta questa bella scatola rossa, l'esperto in materia (leggasi marito) la gira e rigira e sul fatto che sia vecchia non ha dubbi, i segni dell'usura sul legno stesso ci sono quindi è probabile che qualche lustro sulle spalle li abbia, è di una bella fattura rettangolare con il coperchio decorato e arcuato, chiusura elementare e completa, anche qui arriviamo alla cifra che ci siamo prefissati, all'incirca sempre un terzo di quello che sparano loro e in ordine di euro, massimo si arriva a 10 o poco più.........


il venditore della scatola rettangolare, ci invita ad entrare nel negozietto, poco più che uno sgabuzzino, per vedere altro e ci tira fuori quest'altra scatola che era altrettanto carina e una volta aperta, al di sotto del coperchio decorato compariva uno specchio.....allora dato che a me piaceva di più, gli chiediamo di fare uno scambio e gentilmente si rende disponibile alla cosa però questa ha un costo maggiore e quindi ci saremo dovuti sciroppare un'altra doppia trattativa e tra l'altro a mio marito piaceva l'altra....non rimaneva che prenderle tutte e due e fare un rilancio con ulteriore sconto per il doppio acquisto.....



evvai, anche questa è aggiudicata, comprende tre cassettini foderati di carta con scritte cinesi e piccole maniglie pendenti.......



anche lo specchio è decorato e con la fodera cartacea della parte che si apre decorata con scritte e disegni....quando tornerà il mio cinese di famiglia spero mi saprà dire quel che c'è scritto.......anche questa è vecchiotta ma meno rispetto all'altra, infatti il fondo sottostante  dei cassetti non sono molto usurati.....ma comunque sul mio cassettone in camera ci sta più che bene........


altro giro altro regalo ;-) questo è almeno per me bellissimo, e il destino voleva che facesse parte delle mie caccavelle culinarie, entrata in quest'altro posticino nella chinatown singaporeana, appoggiato in un angolo poco visibile vedo un "pezzo" di legno che mi incuriosisce, mi avvicino e scopro che è uno stampino o almeno così mi sembrava....chiediamo e ci dicono che è lo stampino per i mooncake ...non li ricordate? andate qui per vederli....la cosa mi piace molto.....ma lì per lì ho tentato di rimanere lucida e mi son detta che io i mooncake non li avrei mai fatti, perciò quello stampino aveva più probabilità di diventare un porta vaso piuttosto che uno stampo per cucina.....la signora però, quando mi avvio verso la porta mi rincorre e insiste perchè lo prendessi, riduce il prezzo ad un terzo senza che io glielo chiedessi ......le dico che non sono capace di fare i mooncake.....ohhh, ma va bene per qualsiasi torta, mi risponde.. ok, mi ha convinto....a dir il vero non ha fatto molta fatica, mi piaceva troppo e avevo tentato di rimanere lucida....vabè, quasi per finta ;-))


se notate a destra vi è un forellino che è regolare e identico ad un altro dal lato opposto, quindi presumo che lo si potesse usare anche per qualcosa da mettere a scolare.....cosa? forse il tofu.....
comunque il suo arrivo nella mia cucina non ha avuto vita facile, infatti arrivati nello scalo europeo per la nostra coincidenza con Verona, dobbiamo passare l'ennesimo controllo della sicurezza e tò, guarda caso vogliono aprire la valigia perchè hanno notato qualcosa di strano.....apriamo e la signora seppur simpatica nel suo atteggiamento, ci dice che proprio quel coso lo deve mostrare a non so chi....torna e sorridendo dice a mio marito, dato che la valigia la portava lui, che poteva essere un uomo pericoloso...cioè?? e lei ci fa il gesto dello stampino usato come mazza........non ci posso credere, dopo migliaia di km. ad un'ora d'aereo da casa dovrei lasciare il MIO stampino qui a qualcuno che magari ne farà un uso tipo martello o da porta oggetti minuti o semplicemente da legno da ardere????????

non era possibile, l'alternativa era di imbarcare anche quel bagaglio, peccato volessero 55 eurini per farlo....mia figlia che era andata al check-in rientra passando però da un'altro controllo dove nessuno ha fatto storie e dato che la signora suddetta stava di spalle, ho preso al volo la valigia e sono scomparsa alla sua vista come neve al sole portandomi a casa il mio stampo mooncake.........


sono entrata anche in qualche libreria e lì, forse mi aspettavano, nel primo bancone all'ingresso vi erano libri di cucina e quindi non avevo motivo per andare oltre e poi vista questa accoglienza potevo uscire senza niente? la bibbia dei noodle mi è sembrata una scelta azzeccata, le ricette spaziano fra le preparazioni di tutti i paesi asiatici che ne fanno uso e seppur in inglese sono ben spiegate, il mio inglese con le ricette se la cava a sufficienza ......ma i noodle hanno bisogno di essere presentati nei contenitori appropriati, perciò il passo seguente è stato quello di fornirsi delle ciotole adeguate.........


e come una catena a cui inanellare le maglie per arrivare alla chiusura ci voleva la tovaglia.....


per finire un pasto invece in alternativa al caffè, può essere servito del tè e ......confesso che non mi sono interessata di che tè ci fosse in quelle scatoline......l'oggetto del desiderio infatti erano proprio loro, le scatoline.......ormai credo che si sia chiaramente capito che ho un debole per le scatole....


e quindi ve le mostro da vicino, nel caso piacessero anche voi........da un lato...


e dall'altro......

intorno e sopra.........


su un lato e il coperchio.........


oltre che ai mercati locali, che vi mostrerò in un prossimo post, abbiamo gironzolato anche nei supermercati e nei negozi locali di prodotti del territorio, volendo ci si poteva riempire un'altro bagaglio a mano, ma il rischio era poi di usarne una piccola parte per l'ignoranza del loro uso e per questo motivo ho preso solo alcune cose tra cui queste foglie di pandan di cui ho visto l'uso in alcune ricette e da tempo avrei voluto usare......vedremo nel tempo cosa ci combino..... 


poi mi sono fornita della miscela speziata per il riso briyani, del sesamo nero e dei fiori dell'osmantus che si possono usare alla stessa maniera della nostra lavanda.....e qui finisce anche il giro dello shopping, e  parlando di scatole spero di non averle rotte a nessuno ^________^ 


e se volete viaggiare e conoscere potete gironzolare in itinerarivicinielontani.blogspot.com

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