giovedì 27 ottobre 2011

tofu fritto impanato al mais


Ci capita che in alternativa alla pizzeria scegliamo di andare al ristorante giapponese dove ho avuto modo  di assaggiare e così scoprire il tofu, un alimento di sapore neutro e da solo direi anche insignificante, ma se insaporito con verdure o fritto e accompagnato con salsine esotiche, può essere un'originale antipasto, o in quantità maggiore anche un secondo.

Ho usato già il tofu per fare dei tofu-burger che son piaciuti. Lo scetticismo verso il tofu era più che palese, è infatti uno di quegli alimenti che si trovano più spesso nei piatti vegetariani o vegani e io sono onnivora anche se non molto carnivora, non conoscendo questi alimenti prettamente alternativi ero piuttosto titubante a comprarli anche perchè per incompetenza culinaria a riguardo rischiavo di buttare e mi sarebbe dispiaciuto...... comunque mi son detta che se non provavo mi rimaneva la curiosità in sospeso, e dopo il tofu-burger ho preparato anche quest'altro piatto.

Ho poi trovato questa ricettina nel sito della BBC, non sarà certo il piatto quotidiano, ma aveva l'aria di essere sfizioso e visto che era di facile esecuzione e che avevo in casa gli ingredienti mi son buttata........mò...buttata....... naturalmente si fa per dire.....sono solo andata in cucina ;-))

E se per caso voi che siete molto più home-made di me, vi volete cimentare a fare il tofu in casa, andate qui e troverete una super guida all'esecuzione. Per ottenerlo si usa un caglio naturale derivato dall'acqua di mare, il nigari, col quale si ottiene così il  tofu nigari bio.

Ingredienti : un panetto di tofu nigari bio (225 gr.), un po' di farina di mais fioretto, olio per friggere.
per la salsa che vedete nella foto : 1 cucchiaio di olio di sesamo, 1 cucchiaio di salsa di soia, 1 cucchiaino di succo di zenzero (spremuto da zenzero fresco grattugiato) 1 cucchiaino di miele chiaro, qualche fettina di zenzero fresco tagliato a julienne, 1 piccolo cipollotto tritato finemente, 1 cucchiaio di semi di sesamo tostati, il succo di ½ lime.

Preparazione : preparare un'emulsione con tutti gli ingredienti tranne il tofu e il mais. Per ottenere il succo di zenzero, grattugiatene un pezzetto di 3-4 cm.  e poi mettendolo in un colino schiacciatelo raccogliendo così il succo.Tagliare a cubotti il tofu e passateli nella farina di mais, ora mettere a friggere una dose di olio quanto basta per  friggere ad immersione i cubotti di tofu, usare quindi una casseruola non molto larga in modo che l'olio ne occupi la metà del volume. Lasciate friggere per due minuti, scolate il tofu,  adagiatelo su carta assorbente, salate e spolverate di semi di sesamo tostati. Continuate fino a finire tutti i dadini, e ora non resta che  intingere nella salsina.

domenica 23 ottobre 2011

bliny con crema d'avocado e pesce spada affumicato



Una mattina  leggendo il mio libricino   che vedete lì accanto, capito nel capitolo focacce e pani europei e mi soffermo sui bliny risvegliando ricordi di una città splendida come Sanpietroburgo la città dalle notti bianche che si offre 24 ore ai tuoi occhi in tutte le sfumature del cielo senza mai arrivare ad oscurarsi del tutto.......troppo bella!!

Sulla scia di questi ricordi decido che per pranzo potevo fare un salto nella bella città e gustare i bliny, erano ormai le 10 del mattino e non avendoli mai fatti non avevo idea che era una preparazione lievitata, quindi fatti un po' di conti sui tempi di preparazione a Sanpietroburgo  ci siamo andati per cena ^ ____ ^

Pensavo fossero delle veloci frittelline da detto e fatto invece facili son facili ma abbisognano di tempo per lievitare per cui se vi voleste mettere alla prova tenete conto di circa tre ore di lievitazione, per il resto i tempi sono brevi, anche la cottura non vi richiederà più di 20 minuti, ne usciranno delle frittelle leggere come nuvole e soffici come un materasso di piume.................anche quest'ultimo fa parte dei ricordi .........quelli legati  a tempi fanciulleschi ^ __ ^

Potrebbe essere anche un'idea per l'antipasto natalizio.......meglio prenderci per tempo con le idee @__@

Classicamente questa preparazione prevede di mangiarli con caviale, salmone affumicato e panna acida, ma a me il caviale non piace ( odora troppo di pesce, e mi dà davvero fastidio ) e avevo voglia di una preparazione creativa quindi vi lascio la mia versione con il pesce spada affumicato e crema all'avocado e feta.


Ingredienti per circa 20 bliny : 120 gr. di farina 0, un cucchiaino di sale, 2 cucchiaini scarsi di lievito di birra in granuli, 2 uova separate dai tuorli e gli albumi, 175 ml. di latte, due cucchiai colmi di panna acida, alcune fettine di pesce spada affumicato.

Per la crema di avocado : un piccolo avocado maturo, 120 gr. di feta, 120 gr. di yogurt greco, aneto a piacere.

Preparazione :: in una ciotola unire sale e farina, in una casseruola  scaldare il latte per portarlo a temperatura ambiente e una volta tolto dal fuoco aggiungere il lievito rigirando per farlo sciogliere, aggiungervi i due tuorli  e la panna acida e mescolare per rendere tutto omogeneo.

 
Versare quest'ultimo nella farina poco alla volta e ottenere una pastella liscia. Coprire con la pellicola e lasciare a temperatura ambiente per circa 1 ora e 1/2.
Montare gli albumi belli sodi e amalgamarli alla pastella delicatamente, ricoprire di nuovo e lasciare ancora un paio d'ore o finchè vedrete quasi raddoppiare il tutto che apparirà bello gonfio.


Riscaldate una padella antiaderente dal fondo spesso e con un piccolo mestolino o come ho fatto io usate il porzionatore dei gelati, versate sempre la stessa dose di pastella al centro della padella lasciando che si espanda da sola e cuocia per poco meno di 1 minuto per poi rigirarla con una paletta sull'altro lato.

Continuate così fino a finire la pastella. Non occorre ungere se la padella è quella giusta.

Preparazione della crema : unite gli ingredienti nel mixer e rendete tutto a crema, non salate dato che la feta esplica questa funzione sufficientemente.

Ora non resta che mettere sul bliny una fettina di pesce spada affumicato, un bel cucchiaio di crema con aneto piegare leggermente la frittella e sognare la notte bianca.




Mi son ricordata inoltre che con questa salsa posso partecipare al contest della cuochina relativo alle salse, fateci un salto anche voi, potrebbe interessarvi!



giovedì 20 ottobre 2011

torta ai mandarini satsuma




Un barattolo di fette d'arancia sciroppata, la scadenza entro dicembre.....come consumarle dato che la frutta sciroppata non è molto apprezzata?? Tolgo le fette dallo sciroppo, le frullo e ottengo così una buona marmellata che ora spalmo per colazione......rimane lo sciroppo.........ok, lo uso per farci le torte di agrumi e comincio subito con questa.

Gli agrumi in questione sono i mandarini satsuma arrivatimi con la cassettina bio, un tipo di mandarini come si può intuire dal nome  dalle origini giapponesi, ma che si coltivano anche qui dal lazio in giù, sono senza semi e dalla buccia molto sottile e in genere anticipano i nostrani.


Premessa : le mie torte sono sempre per tortiere o plumcake dalle dimensioni  dimezzate, giusto per non trovarmi a mangiare la stessa torta per tutta la settimana, e quando uso misure di cucchiaini sappiate che intendo i cucchiaini americani, quindi un cucchiaino-teaspoon  corrisponde a 4 grammi.
Perciò se intendete fare una torta delle classiche dimensioni di una tortiera da 24 cm. di diametro, raddoppiate le dosi.


ingredienti :  3 mandarini satsuma o altri a piacere, 80 gr.  farina integrale, 35 gr. di fecola, 60 gr. di zucchero, 100 gr. di panna acida, 30 gr. di burro, 1 uovo grande,  6 cucchiai di sciroppo d'arancia, 1 cucchiaino pieno  e un altro mezzo di lievito ( circa 6 - 7 gr.)

Preparazione : pelate a vivo i mandarini e fateli a fette, versate sul fondo della tortiera 4 cucchiai di sciroppo, sistemate le fette degli agrumi in modo da coprire il fondo. Accendete il forno a 180 gradi.
Miscelate bene il burro morbido con la panna acida e lo zucchero, aggiungete l'uovo e amalgamate, versate le farine e 2 cucchiai di sciroppo e solo per ultimo il lievito. Un ultima girata e ricoprite con il composto le fette nella tortiera. Infornate per 25 - 30 minuti. Una volta sfornata la torta lasciatela intiepidire e rigiratela appoggiando il piatto di portata, quando taglierete la fetta servitela irrorata di altro sciroppo in quantità a piacere.



Questa ricetta va a far parte del raccolto WHB 306 tenuto questa settimana da Simona del blog Simona’s Kitchen  il WHB è organizzato per l'edizione italiana da Brii del blog  Briggis recept och ideerverrà pubblicato anche da Haalo (organizzatrice internazionale), mentre Kalyn ne è stata la fondatrice                  Per saperne di più sul WHB potete leggere qui.

domenica 16 ottobre 2011

pane all'aglio, erbette e nocciole


Ho intravisto questo logo non ricordo più bene dove ma comunque seguendolo sono approdata da Zorra e da lei seguendo il link - italiano - sono arrivata da Cindystar che spiega esattamente cosa sia la giornata del pane. Vi lascio quindi la sua chiara esposizione dato che non potrei raccontarlo meglio.


Zorra è molto lieta di annunciare il sesto World Bread Day
che anche quest'anno si celebrerà il 16 Ottobre.

Alcuni anni fa l'Unione Internazionale dei Panettieri e Pasticceri (International Union of Bakers and Bakers-Confectioners - IUB) ha dichiarato il 16 ottobre come Giornata Mondiale del Pane. Nel 2006 Zorra ha adottato la stessa giornata come evento per (food) bloggers.  Questa sua celebrazione  del pane non ha nulla a che fare con la IUB, che in ogni caso pare non si curi  dell'evento da loro stessi creato. Ma noi foodbloggers continuiamo! Ogni anno sempre più hanno partecipato al WBD, e si spera in una calda partecipazione anche quest'anno ! Ecco allora l'invito per tutti voi:
Facciamo un pane per il World Bread Day!

Celebriamo questa giornata insieme e ringraziamo di avere sempre cibo a sufficienza sulla nostra tavola. Non tutti sono così fortunati. Il 16 ottobre si ricorda anche la Giornata Mondiale dell'Alimentazione: è un giorno importante, che dovrebbe aumentare la nostra consapevolezza riguardo il problema alimentare mondiale e rafforzare la solidarietà nella lotta contro la fame, la malnutrizione e la povertà. Naturalmente non riusciremo a  risolvere questo problema solo cuocendo un pane, ma potrebbe essere che alcuni di noi abbiano la possibilità di dividerlo con qualcuno meno fortunato. 

Tuttavia la nostra panificazione deve anche essere un momento di svago! Fate il vostro pane preferito, una creazione nuova o quella che si voleva cuocere da tempo e non si è mai fatta prima. Se avete poche idee, potete prendere spunto dalle raccolte degli anni passati (Roundup'10 - Roundup'09 -Roundup'08 - After Hours Party'08 - Roundup'07 - After Hours Party'07 - Roundup'06 - After Hours Party'06), di sicuro troverete una fragrante ispirazione!

Io avevo già questo post da sistemare e quando ho visto la raccolta l'ho preparato e tenuto da parte per farlo partecipare a questa giornata. La ricetta presa ancora da quel bel libro di cui vi ho già parlato ottiene un pane molto spugnoso e saporito, ovviamente chi ha problemi con l'aglio lo può omettere o optare per qualche altro aroma. Io lo vedo bene per accompagnare piatti di verdure e formaggi come in questo caso ma ci sta bene anche con qualche salume per uno spuntino.

Ho provato anche farne delle fette biscottate, dopo qualche giorno quando si era leggermente asciugato l'ultimo pezzo che mi era rimasto l'ho tagliato a fette e fatto asciugare in forno a 70 gradi per circa un'ora, ottenendo così fette biscottate per essere spalmate con salse salate o formaggi spalmabili.

Ingredienti : 250 gr. di farina 0 , 250 gr. di farina 00, 12 gr. di lievito di birra o 100 gr. di lievito madre, 200 gr. di latte, 50 gr. di burro fuso, 1 uovo da 60 gr. 1 cucchiaino di miele, 1/2 cucchiaino di sale.
1 piccolo spicchio d'aglio, 1 tuorlo, 100 gr. di erbette aromatiche ( prezzemolo, basilico, erba cipollina, origano e altro a piacere) 70 gr. di frutta secca mista, io ho usato nocciole e pistacchi, 100 gr. di olive verdi,denocciolate, 30 gr. di olio evo, sale.  e per finire burro e caffè.

Preparazione : setacciate le farine e formate una fontana, versatevi al centro il lievito sciolto nel latte tiepido, l'uovo, il miele e il burro fuso ma raffreddato. Lavorate il tutto fino ad ottenere un impasto morbido e liscio che lascerete lievitare fino al suo raddoppio.
Nel frattempo schiacciate l'aglio con la lama nel senso piatto fino a ridurlo una crema che mescolerete con il tuorlo e l'olio.
Riprendete l'impasto pronto e stendetelo in un rettangolo sul quale spalmerete la salsina ottenuta. Mescolate le erbette con le olive e la frutta secca tutto precedentemente tritato, e stendete sulla superficie del pane trattenendo un paio di cucchiai da parte.
Arrotolate dal lato corto da entrambi i lati arrivando a metà e dove si incontreranno prima di chiudere definitivamente distribuirete il resto del trito tenuto da parte.
Sistemate il rotolo in uno stampo da plum cake di 28 cm.  imburrato o foderato di carta forno e fate lievitare ancora 45 minuti.
Accendete il forno a 180 gradi, spennellate il pane con il caffè così da farlo brunire in cottura non avendo comunque nessun aroma di caffè e lasciate cuocere 45 - 50 minuti.

mercoledì 12 ottobre 2011

spezzatino di manzo al vindaloo


Ho approfittato subito dei primi freschi per fare uno spezzatino usando la vindaloo, la marinata che ho postato ultimamente, anche questa ricetta è presa dal libro - Cannella e zafferano - di Lorenza Pliteri  ed è un piatto indiano. Un pasto completo che sazia e soddisfa la voglia dei sapori alternativi. La marinata colora tutto di un bel color dorato e fa sembrare il piatto ancora più caldo e invitante.

Ingredienti : una dose di vindaloo, 700 gr. di spezzatino di manzo, 1 cipolla, 40 gr. di mandorle spelate, 50 gr. di uvetta, 3 cucchiai di burro chiarificato, sale e pepe in grani.

Preparazione : sbucciate la cipolla e tritatela finemente, tagliate per il lungo le mandorle una volta spellate e tostatele per circa 10 minuti. Tagliate a cubetti di circa 2 cm. la carne, mettetela in una ciotola e versatevi sopra la vindaloo. Lasciate marinare per almeno mezz'ora o anche più al fresco.

In una casseruola fate appassire la cipolla con il burro poi unite la carne e rosolatela rigirandola. Aggiungete le mandorle e l'uvetta, coprite a filo con acqua bollente regolate di sale e cuocete a fuoco basso con coperchio lasciato aperto a  metà e per circa 40 minuti o finchè sarà tenera e a fuoco moderato.

La ricetta essendo indiana prevede di accompagnare con riso in bianco, ma io ne ho fatto una versione indo-marocchina preferendo il cous cous di mais e riso condito con zucchine stufate con l'aggiunta di pezzetti di pomodorini semi-secchi sott'olio, meglio se autoprodotti.


La ricetta va a far parte del raccolto WHB 305..........


il WHB 305 è ospitato da Cinzia del blog Cindystar e organizzato per l'edizione italiana da Brii del blog  Briggis recept och ideerla raccolta verrà pubblicata anche da Haalo (organizzatrice internazionale), mentre Kalyn ne è stata la fondatrice.Per saperne di più sul WHB potete leggere qui.

lunedì 10 ottobre 2011

raccolto WHB 304

Ed eccoci al raccolto settimanale, il tempo meteorologico per fortuna ci accompagna verso l'autunno con molta lentezza che fa comunque capolino nelle nostre tavole con i prodotti stagionali e le preparazioni dai tepori confortevoli che prendono il posto delle insalate e dei gelati preparati fino a qualche giorno fa........
è bello vedere come in ogni raccolto che ognuna di noi pur non avendo contatti o occasioni di passarsi parola partecipi sempre con ricette diverse formando così un mix a cui attingere per le varie preparazioni adatte alle ore diverse della giornata. 


Alda che non ha un blog ma che vi assicuro è una cuoca provetta ci delizia con un antipasto che potrebbe tranquillamente prendere il posto delle ciliegie......un peperoncino tira l'altro e senza accorgervi dall'antipasto vi troverete a pasteggiare per intero complice un buon pane magari fatto in casa.....e lei sa fare molto bene anche quello, vero Alda?? ^ ____ ^   comunque ecco qui la ricetta che come vedete è saporita, semplice e fattibile per chiunque.

PEPERONCINI RIPIENI
Prendere dei peperoncini molto sodi, svuotarli completamente dai semi 
togliendo il picciolo e aiutandosi poi con il dorso di un cucchiaino da
caffè (così non si rischia di bucarli). Metterli sotto aceto per 24 ore o farli 
bollire per 3 minuti in aceto e vino bianco nella percentuale di due a uno
(io sono tre anni che seguo il primo metodo perchè è meno laborioso). In ogni
caso scolarli bene e metterli capovolti su un canovaccio ad asciugare per
qualche ora. Riempirli con acciughe e capperi, invasarli coprendoli poi d'olio.
Dopo un paio di mesi sono pronti e l'olio di composta può essere usato per
cucinare.
P.S. Usate i guanti in ogni fase della lavorazione, oppure cercate di non 
venire in contatto con parti delicate del vostro corpo se non li avete 
indossati (ad es. occhi, naso, orecchie, ecc., ecc., ecc...........).



Elena ci porta un Risotto di zucca con fonduta di taleggio un assemblaggio di dolce e salato per un primo piatto di cui molto probabilmente........io almeno ne son sicura........ci si farebbe un bis, e se ci fosse qualcuno che con la zucca ha delle riluttanze leggendo le proprietà benefiche di cui Elena ci informa potrebbe cambiare idea....


in alternativa al risotto nel caso aveste voglia di una zuppa proprio per dare il benvenuto all'autunno con un bel colore fantasmagorico e in onore ai colori di questa stagione vi consiglio la zuppa di porri, sedano rapa e rapa rossa direttamente dalla california di Simona , lei affascinata dal sedano rapa tanto da dedicargli anche una foto in bianco e nero ha pensato di maritarlo con la rapa rossa e aggiungervi gli amici porri che nelle zuppe non vogliono mancare........


Simona dalla toscana invece, ci sforna una merenda di facile produzione e con una farina alternativa le  Losanghe di cecina al timo, ci dice che questa è una preparazione tradizionale della costa toscana e dato che nella costa più a nord esiste anche una cittadina che si chiama Cecina mi son incuriosita pensando che la cosa potesse avere qualche collegamento invece leggo su Wikipedia che vi è una leggenda a riguardo e se anche voi siete curiose leggete il seguito.........
   
- Una leggenda racconta che sia nato per casualità nel1284, quando Genova sconfisse Pisa nella battaglia della Meloria. Le galee genovesi, cariche di vogatori prigionieri si trovarono coinvolte in una tempesta. Nel trambusto alcuni barilotti d'olio e dei sacchi di ceci si rovesciarono, inzuppandosi di acqua salata. Poiché le provviste erano quelle che erano e non c'era molto da scegliere, si recuperò il possibile e ai marinai vennero date scodelle di una purea informe di ceci e olio.
Nel tentativo di rendere meno peggio la cosa, alcune scodelle vennero lasciate al sole, che asciugò il composto in una specie di frittella.Rientrati a terra i genovesi pensarono di migliorare la scoperta improvvisata, cuocendo la purea in forno. Il risultato piacque e, per scherno agli sconfitti, venne chiamato l'oro di Pisa. -


........e se mangiassimo la cecina con i friarielli? secondo me insieme ci potrebbero star bene......il gruppetto fragoliva ce li manda dando delle chiarificazioni molto utili sul loro nome così da evitare ambiguità............come ho avuto io in altri tempi, ci spiegano infatti che i friarielli sono un piatto tipico napoletano con escursioni alle zone limitrofi......ora finalmente li conosco  avendo un marito Beneventano e quindi non lontano da Napoli per diversi anni li ho comunque confusi con i peperoncini verde chiaro e un po' bitorzoluti che vengono fritti detti frigitelli, ma per me del nord l'assonanza friarielli con frigitelli mi portava a pensare all'uno o all'altro indistintamente, esattamente come spesso succede................


.....................................comunque se i friarielli non vi piacessero perchè non amare le verdure cotte potete rimediare con una più comune ma sempre squisita giardiniera che vi offre Cinzia, in realtà tanto comune non è anzi direi che è molto originale dentro vi troverete oltre alle verdure anche le pesche percocche che qui in zona padana non hanno molta notorietà ma sono delle pesche sode e molto profumate..... conosciute anche queste come per i friarielli grazie alla mia metà terruncella   ^ _____ ^



Terry invece ci propone una Focaccia ai frutti di bosco che pur essendo perfetta per questo periodo lei coraggiosamente ha fatto in un tempo più focoso tipo agosto O___O ma da brava ce l'ha tenuta " in caldo" per proporcela ora che noi la possiamo riproporre accendendo il forno e apprezzarne il calore che emana, la ricetta che ha preso dal sito Cucina del corriere ha avuto bisogno di essere rimaneggiata e aggiustata nelle proporzioni, il suo occhio esperto si è accorto infatti che mancava un po' nell'equilibrio degli ingredienti e così noi ce la troviamo aggiustata di tutto punto.



E ora una torta creativa con cui Ancutza si è divertita a fare il verso alla più nota pastiera, lei infatti ha creato una torta  non con il grano ma  con l'orzo........è stata ispirata dall'oroscopo che in sintesi diceva così - Sei in una fase in cui puoi attirare la fortuna sintonizzandoti sui bisogni e sui desideri degli altri, e cercando di soddisfarli nel tuo modo unico e imprevedibile.. -  ..........quindi  Ancutza ha preso in prestito la ricetta del budino  di riso della nonna e l'ha trasformato usando orzo e prugne per soddisfare il desiderio di dolce dei suoi cari proprio come le suggeriva l'oroscopo.......questa cosa è davvero simpatica, io non leggo mai gli oroscopi ma se leggendoli ci dessero un'ispirazione culinaria potremo prevedere cosa preparare e nel caso non venisse al meglio potremo giustificarci dando la colpa alle stelle   ^ ______ ^


e ora per ultima arriva la ricetta di Brii anche perchè è arrivata proprio per ultima e che fa? mi viene a scombinare tutta la mia introduzione.....ho scritto che siamo così brave da presentare ricette diverse nonostante non ci parliamo.....e lei che mi combina? mi manda la confettura di fichi d'india e arancia  così inizio con una constatazione  e concludo con la sua contraddizione e faccio tutto da sola   ^______^  
infatti pure io vi presento una confettura con fichi d'india, ma la mia è con le fragole e così almeno in parte riparo alla mia contraddizione...........ehhh ma Briii, mica te la cavi così....appena ci vediamo, giusto per non continuare a sentirti in colpa togliti questo peso e portami un vasetto della tua confettura !!!!! ;-))) 


e finisce così la carrellata del WHB 304, grazie a tutte voi che avete partecipato e che ho ospitato con piacere, al prossimo raccolto WHB 305 che sarà ospitato da  Cinzia del blog Cindystar

mercoledì 5 ottobre 2011

finocchi brasati


Mi son arrivati dei finocchi, ma seppur buoni li ho trovati piuttosto duri quindi non erano adatti ad essere mangiati crudi, e di farli lessati non mi entusiasmavano molto. 
Li ho trasformati in un contorno cotto ma con un sapore più rustico e appetitoso facendoli brasare, e peccato non averne di più avevano infatti sortito un effetto patatine fritte.......assaggio io assaggia tu a tavola ne sono arrivati solo la metà.



Ingredienti per 3 : tre finocchi medi, un cucchiaio di salsa di soia, un pezzetto di burro quanto un pollice e 3 cucchiai di olio, un cucchiaio di semi di finocchio, due cucchiai di vino bianco, sale.

Preparazione : lavare bene i finocchi, privarli dei gambi e tagliarli a metà, farli a fette sottili facendo in modo che la parte centrale  tenga le fette in un unico pezzo, i gambi e i pezzi residui teneteli da parte per fare una vellutata.

Mettete il burro, la salsa di soia e l'olio in una larga padella antiaderente  a fuoco vivace e appena si formano le bollicine sistematevi le fette di finocchio senza sovrapporle, abbassate a fuoco moderato, e mettete il coperchio che dovrà  però coprire solo per metà in modo che crei un po' di vapore ma non lo faccia ricadere e i finocchi rimangano leggermente croccanti.

Lasciateli rosolare bene e quando saranno bruniti rigirateli con una pinza, salate e lasciate brunire anche l'altro lato ( circa 7 minuti per lato), una volta pronti toglieteli, metteteli sul piatto da portata, copriteli e continuate con il resto delle fette aggiungendo un cucchiaio di olio se necessario. 

Una volta tolti tutti i finocchi versate i semi di finocchio e lasciateli tostare 2 - 3 minuti, ora deglassate il fondo con il vino e versate il sughetto ottenuto sul piatto dei finocchi.

lunedì 3 ottobre 2011

confettura di fichi d'india e fragole


I fichi d'india sono dei buonissimi frutti mediterranei che nel sud d'italia crescono liberamente nelle campagne, ci è capitato una volta che eravamo in vacanza in Sardegna di fermarci per raccoglierli, ma da veri ignurant l'abbiamo.....vabè in realtà lo ha fatto la mia metà, li ha raccolti senza alcuna protezione e lì per lì le spine di cui sono ricoperti che sono finissime e praticamente quasi invisibili non sono sembrate un pericolo, poi appena messi i frutti in un sacchetto ha cominciato a trovarsi punto praticamente su tutte le braccia e anche le gambe dato che aveva pantaloni corti e ha impiegato giorni per riuscire a non sentirsene più addosso togliendole mano a mano con pinzetta. La tecnica suggerita per non ritrovarsi pieni di spine è quella di raccoglierli con guanti abbastanza spessi e di mettere i frutti in acqua fredda per almeno un'ora rigirandoli ogni tanto e sempre con i guanti passarli leggermente con una spugnetta abrasiva...............ancora meglio se li comprate già puliti ;-)

A me  sono arrivati nella cassettina bio della settimana scorsa già spinati e ho pensato a farne una marmellata   anzi una confettura abbinati alle fragole che ho trovato al mercato belle saporite, anche più di quelle di primavera.

Ingredienti per 1 vasetto da 250 gr. e 1 da 125 gr. : 7 fichi d'india, 250 gr. di fragole, 300 + 50 gr. di zucchero, succo di 1 limone.

Preparazione : pulite le fragole del picciolo e una volta sciacquate tagliatele a fette, versatele in una ciotola con 50 gr. di zucchero e lasciatele macerare da 30 a 60 minuti in modo che fuoriesca il succo.

Togliete le parti alle estremità dei fichi e pelateli togliendo solo la pellicina più sottile, fateli in 3 - 4  pezzi ognuno e poi passateli con il passaverdure manuale in modo da togliere così i semi alla polpa.  A me  è uscita 500 gr. di purea.

Prendete una casseruola di acciaio inox e versatevi la polpa con lo zucchero, portate a bollore e lasciate a fuoco moderato per circa 20 minuti, togliendo eventualmente la schiuma in superficie, a questo punto versatevi anche le fragole con il loro succo e il succo di limone e continuate a cuocere per circa  altri 20 minuti o fino a quando mettendo un po' di confettura su un piattino raffreddato in freezer la si veda scendere lentamente.

Questa settimana ospito il raccolto settimanale del WHB 304 se vi va di farne parte spedite una ricetta, anche già postata purchè non faccia parte di altre raccolte, intanto io inizio il raccolto con questa marmellata e voi, cosa mi spedirete? ........ah ovviamente spedite a questo indirizzo martarin@alice.it con il link del post e il nome del vostro blog e ricordandovi di inserire il logo qui a sinistra nel vostro post........se non avete un blog non importa speditemi la ricetta e io la inserirò.......spedite entro domenica 9 ottobre
WHB è organizzata per l'edizione italiana da Brii del blog  Briggis recept och ideerla raccolta verrà pubblicata anche da Haalo (organizzatrice internazionale), mentre Kalyn ne è stata la fondatrice.Per saperne di più sul WHB potete leggere qui.
buona settimana a tutte voi che passate di qua.


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