martedì 27 marzo 2012

latte di cocco home made



Pensavo che il  latte di cocco fosse all'interno del cocco, un po' come i bambini che pensano che le uova crescono nel contenitore al supermercato,  l'anno scorso in cina avendo occasione di bere il contenuto del cocco direttamente con una cannuccia da un cocco ancora con la sua buccia, mi sono resa conto che in realtà il liquido al suo interno era trasparente e il sapore del cocco era leggero.

Quindi la domanda mi era sorta spontanea, da dove si munge il latte di cocco ??? da un cocorito??
facendo una ricerca nel web ho capito che in realtà non si munge nessuno e  il latte di cocco si ottiene da un semplicissimo procedimento con la sua polpa che mi son divertita a mettere in pratica, ottenendo così la sua polpa e un latte di cocco praticamente senza conservanti come invece spesso i barattoli contengono.

Ma una volta comprato e senza pensarci al momento, arrivata a casa l'altra domanda è stata, ma come cavolo lo apro ........certo non con lo schiaccianoci.......e se lo lanciassi dal quinto piano? ehhhh no .......non si fa.....ok.....potrei far crescere le corna a qualcuno, ma quello è il meno, in realtà perderei il prezioso succo di cocco ^____^ non resta altro che chiedere a santo google, e subito arriva la risposta guardando questo video, io comunque ve lo spiego con i piccoli suggerimenti dovuti alla esperienza pratica,  bene ora possiamo ricavarci il nostro latte di cocco, seguitemi.....


La ricetta partecipa alla bella raccolta di Diario della mia cucina di ricette home made.


Come aprire la noce di cocco
procurarsi una noce di cocco facendo attenzione che sia pesante e che scuotendola si senta bene il liquido all'interno, aprirla bucando prima con un cacciavite e qualche colpetto di martello  sulle tre fossette che si trovano in una delle estremità, versare il liquido che vi è al suo interno in un in una caraffa millimetrata, filtrandolo e mettendolo da parte. Tenendo la noce ferma, date dei colpetti al centro nella parte più bombata rigirandola su tutti i lati e vedrete che si creperà così da aprirsi. Sollevare la polpa facendo pressione sotto alla stessa. La potete conservare per più giorni tenendola in frigorifero sommersa d'acqua, ma anche se la usate nell'immediato tenetela in ammollo così che  la pellicina marrone rimarrà morbida, e potrete toglierla pelandola con un coltello. Ora potrete grattugiare i pezzi pelati, a mano o con un robot che abbia la funzione grattugia.


Prendete il liquido messo da parte e  aggiungetevi tanta acqua quanta ne serve a raggiungere mezzo litro in tutto, versate in una casseruola e portate a bollore, versatelo bollente nella ciotola dove avete messo precedentemente il cocco grattugiato, coprite e lasciate da parte finchè raffredderà.


Prendete poi un panno o un tovagliolo pulito di cotone fino e appoggiatelo in un colino sistemato su un recipiente, scolate il cocco con un mestolo forato e mettetelo nel panno, ora chiudendo strizzatelo ben stretto sopra il recipiente che raccoglierà il latte, ne otterrete poco meno di 500 ml.  poi conservatelo in frigo, dove può rimanere per qualche giorno tranquillamente.

dopo qualche ora comunque, lo troverete così, con uno strato solidificato sopra ( che io ho rotto per mostrarvelo) e il liquido sotto, avremo così sia il latte che il burro di cocco che di solito per il loro uso si mescolano insieme. Io ho usato il latte per una ricetta salata e il cocco grattugiato per una dolce.........prossimamente su questi schermi. Mettetevi alla prova, vi divertirete.


La ricetta partecipa a WHB 327 ospitato da  Terry di Crumpets & Co,
Vi ricordo che se volete partecipare alla raccolta basterà mandare la vostra 
ricetta con foto a  abbbella74@gmail.com e segnalare nel vostro post la vostra partecipazione  alla raccolta. La raccolta verrà pubblicata anche da Haloo (organizzatrice internazionale) per la versione in inglese, mentre Kalyn ne è stata la fondatrice e Brii è l'organizzatrice per la versione italiana. Per saperne di più leggete qui 

sabato 24 marzo 2012

paparele con fegadini in brodo


Veneto  - Verona

Un altro piatto della tradizione veronese dopo il risoto al tastasal che si trova a sua volta nell'elenco dei menù tipici e nelle case veronesi (anche se più facilmente presente nella provincia che in città) è questa minestra che potrebbe essere considerata anche piatto unico pur rimanendo una minestra. Le origini probabilmente son dovute al fatto che nelle case di campagna si trovavano sempre animali da cortile e quindi vi erano a disposizione sia le uova che gli animali con i quali poterci fare arrosti o lessi e di conseguenza brodi e dato che le uova non mancavano mai la pasta fresca era frequente  e un proverbio la dice lunga su quale sia la modalità più opportuna per ottenere un buon risultato ...........^______^

"Perche' la paparela sia bona, bisogna che mena el culo la parona"

Le paparele in realtà, per i non veneti, sarebbero i tagliolini sottili all'uovo che qui vengono anche chiamate tagliatelle, mentre quelle più larghe le chiamiamo lasagne e per ottenerle dato che non vi erano tante caccavelle come quelle che abbiano noi, si tirava la sfoglia sottile con il mattarello e poi la si arrotolava per tagliarla a fettine sottili e ottenere così le classiche paparele.

Ingredienti per 4 : 1 litro e mezzo di buon brodo di carne di pollo, 300 gr . di tagliatelle sottili o tagliolini all'uovo, 400 gr. di fegatini di pollo, 20 grammi di burro e qualche pezzetto di cipolla.

Preparazione : mettete a rosolare qualche anello di cipolla triturata sottilmente nel burro, aggiungete poi i fegatini precedentemente tritati grossolanamente. Fateli rosolare 10 minuti e poi aggiungete un mestolo di brodo, lasciate cuocere finchè si sarà asciugato quasi del tutto, circa 20 minuti, salate e pepate.
Intanto portate a bollore il brodo in una casseruola e quando sono pronti i fegatini versare nel brodo le tagliatelle per pochi minuti. Impiattate e finite mettendo 2 cucchiai di fegatini al centro.





La ricetta farà parte del più bel alfabeto culinario che è l'abbecedario culinario d'Italia  vi ricordo e vi invito a partecipare per infoltire questo originale alfabeto gastronomico, basterà lasciare il link in un commento a questo post di una ricetta tipica veneta anche già postata, aggiungendovi il banner che vedete qui accanto......la lettera A e B hanno già avuto un buon numero di partecipazioni e se le volete vedere vi basterà andare qui 


lunedì 19 marzo 2012

dolcetto alle pere intere e caramelle mou


Deduco che le foodbloger in genere sono particolarmente golose di dolcetti e affini e lo deduco dal numero dei commenti che arrivano qui nei post zuccherosi, anche se sempre in numero contenuto rispetto ad altri blog, e d'altra parte se vige le regola io faccio un commento a te e tu lo ricambi a me e io non la rispetto è ovvio che è già tanto che qualcuno passi ^___^ e va comunque bene così.

Sinceramente a parte i primi tempi quando tutto questo era una scoperta e ballonzolavo di blog in blog lasciavo sempre traccia del mio passaggio, ora di spendere tempo per fare miriadi di commenti che si ripetono non credo sia il caso, li faccio solo se mi viene spontaneo dire qualcosa relativamente alla ricetta o per salutare la persona che sta dietro a quel post, anche perchè dato il numero di interessanti blog vuoi per la grafica, per le ricette, o per gli argomenti trattati ve ne sono davvero molti e le 24 ore al giorno a volerli seguire non basterebbero e la vita è fatta di molte altre attività al di fuori del blog........

ho comunque una curiosità, e cioè sapere come fa chi posta 9 su 10 ricette di dolci a fare in modo che questi non si spalmino sulla propria persona ........se qualcuno conosce un trucchetto (escluse attività di fatica)  mi piacerebbe conoscerlo, io in genere dimezzo le dosi in modo che se ne mangia giusto per la colazione un paio di volte e poi finiscono,  non ricordo dove, ma avevo letto che i dolci è comunque meglio mangiarli solo al mattino in modo che arrivando alla sera si riescono a smaltire........e voi avete qualche trucchetto?

ingredienti per 4 ramequin : 100 gr. farina di farro, (o altra farina) 30 gr. di amido di frumento ( o altro amido), 1 uovo grande, 50 gr. di zucchero di canna, 4 cucchiai di sciroppo d'acero, 4 quadretti di una tavoletta di cioccolato fondente, 30 gr. di burro, 5 / 7 caramelle mou,  2 cucchiai di latte, 2 cucchiaini di lievito, 4 piccole pere Santa Lucia.

preparazione : riscaldate il forno a 180 gradi il vostro forno, pelare le pere lasciando il picciolo e togliere con il leva torsoli il torsolo aiutandovi anche con un coltello,  mettete al loro posto una caramella mou (se fosse troppo grossa tagliatela in due) spruzzare le pere con un po'  di succo di limone.

Sbattere con la frusta elettrica lo zucchero e l'uovo fino a rendere tutto a crema soffice, aggiungere il burro e il cioccolato ammorbiditi al microonde o a bagno maria e amalgamare bene, aggiungere in più volte la farina e rigirare con un cucchiaio per rendere tutto omogeneo, versare lo sciroppo e il latte, per ultimo aggiungere il lievito.

Riempite ogni ramequin per tre terzi e ponete al centro una pera, tagliuzzate le caramelle che vi son rimaste e disponetele attorno alle pere. Infornate per circa 20 minuti ( fate sempre la prova stecchino)

giovedì 15 marzo 2012

risotto al tastasal


Veneto - Verona

Nelle campagne della provincia veronese quando si ammazzava il maiale, ora una pratica molto ridotta, per rendersi conto della giusta salatura del composto di carne macinata preparata per fare salumi o salsicce,  se ne prendeva una parte e una volta rosolata se ne faceva il condimento per un buon risotto, se questo soddisfava il palato dei salumieri e superava la “prova del 9“ fatta sul campo in tempo reale questo composto dava vita ai  salami che sarebbero poi stagionati con cura e soddisfazione per essere poi oltre che consumati in famiglia anche condivisi in allegria nelle cene conviviali, il composto era e viene ancora adesso chiamato tastasal, e lo si trova in macelleria preparato senza conservanti, quindi la tradizione può continuare.

Un piatto veronese sostanzioso che si trova spesso nei menù tipici, da consumarsi preferibilmente nella stagione fredda dato che accompagnato da un buon bicchiere di vino rosso valpolicella vi sazierà a dovere già da solo.

Seppur sia ricetta di casa non ho ricetta scritta dato che mamma come tante brave cuoche i pesi e le misure li ha incorporati direttamente nelle mani, quindi ve la propongo direttamente in dialetto tratta dal sito Larenadomila da dove ho preso la preparazione anche se un po' alleggerita e leggermente modificata, se volete divertirvi e provarci a capirne qualche cosa mettetevi alla prova leggendola e dove trovate la lettera C leggetela come S......... un po' di cultura popolare   ^___^

Risoto col Tastasàl   

Quatrosento gr. de riso Vialon Nano, tresentoçinquanta gr. de tastasàl, çento gr. de botiér, una spiga de ajo, çeola, nose moscà, formajo, brodo de carne.

Se tòl el riso e se lo buta ne la teja con un pò de brodo, un poco par 'olta se zonta el brodo quando el tende a consumarse. In un altra tejeta se prepara el ragù de tastasàl, con botiér, çeola tajada a strìcole sùtili e una spiga de ajo. El ragù el vien zontà al riso a 3/4 dela cotura. Consàr el tuto, con formajo e 'na gratà de nose moscà. Podì gustar 'sto risoto specialmente ne la Bassa Veronese 'ndoe jè specialisti ne le numerosissime sagre dedicade.

E ora i sottotitoli........(con le piccole modifiche)
Ingredienti per 4 : 350 gr. di riso vialone nano, 300 gr. di tastasal, 40/ 60 gr. di burro, uno scalogno, 1 spicchio d'aglio, mezzo bicchiere di vino bianco (facoltativo), brodo di carne (circa mezzo litro o poco più ), reggiano grattugiato miscelato con noce moscata.

Preparazione : mettere a rosolare lo scalogno tritato finemente, lo spicchio d'aglio con il burro e quando il tutto è stufato e morbido aggiungervi anche la carne, dopo pochi minuti sfumare con il vino e lasciare finchè ben rosolata.

Intanto portare a bollore il brodo e in un'altra casseruola far tostare il riso con un po' di burro, versarvi in più riprese il brodo mano mano che viene assorbito e all'incirca a metà cottura aggiungervi anche la carne e finire la cottura.
Servire con abbondante reggiano alla noce moscata in dosi a piacere.


La ricetta farà parte del più bel alfabeto culinario che è l'abbecedario culinario d'Italia  vi ricordo e vi invito a partecipare per infoltire questo originale alfabeto gastronomico, basterà lasciare il link in un commento a questo post di una ricetta tipica veneta anche già postata, aggiungendovi il banner che vedete qui accanto......la lettera A e B hanno già avuto un buon numero di partecipazioni e se le volete vedere vi basterà andare qui 

lunedì 12 marzo 2012

C come chioggia e....... peoci e patate a la ciosota



Veneto


L'abbecedario culinario d'Italia si sposta da B come Bolzano  a C come Chioggia e Brii mi passa il testimone per continuare la staffetta delle regioni.  Tocca a me il Veneto, ospito da oggi fino al 25 marzo, se volete mettervi alla prova  con una ricetta di Chioggia o veneta basterà lasciarmi il link di una vostra preparazione anche già postata in un commento a questo post, vi aspetto..........


Chioggia è detta anche piccola Venezia per suoi canali che dividono il centro storico, si trova nella parte meridionale estrema della laguna al confine con l'Emilia Romagna e proprio per il suo affacciarsi sulla laguna è una cittadina di pescatori e di conseguenza i piatti della cucina chioggiotta sono prettamente di mare, anche se vi sono molti tipi di minestre rustiche con il riso e tra le verdure uno dei tre radicchi rossi veneti rinomati, il radicchio appunto di Chioggia ( gli altri sono il veronese e il trevigiano ) ma anche la cipolla bianca e la zucca sono note.

E  io ho pensato proprio ad una zuppa marinara semplicissima ma molto saporita,    peoci e patate a la ciosota che con i sottotitoli diventa cozze e patate alla chioggiotta.

Ingredienti per 2 : 500 gr. di cozze, 2 piccole patate, uno scalogno, 2 piccoli spicchi di aglio, 2 cucchiai di prezzemolo tritato, 1/3 di bicchiere di vino bianco, due mestoli di brodo vegetale, olio, e sale q.b.

Preparazione : in una casseruola mettete due cucchiai di olio, lo scalogno tritato finemente, uno spicchio d'aglio, e un mestolo di brodo. Fate stufare dolcemente fino a che lo scalogno sarà tenero. Sbucciate le patate, tagliatele a cubetti e aggiungetele allo stufato facendo cuocere lentamente e aggiungendo brodo per mantenere sempre il fondo con liquido.
Intanto in un'altra padella con un filo d'olio, il vino bianco, l'aglio, e una parte di prezzemolo fate aprire le cozze e poi sgusciatele e aggiungetele alle patate, tenendone alcune per decorare. Filtrate il liquido di cottura delle cozze mettendolo a colare con un foglio di carta cucina all'interno di un colino a maglie strette e poi versatelo nelle cozze e patate. Aggiustate con il pepe, altro prezzemolo e eventualmente un filo d'olio, io ho aggiunto anche qualche fiocco di peperoncino. Servire ben caldo.

giovedì 8 marzo 2012

Chai masala


La ricetta precedente mi ha fatto pensare che, a chi è passato di qui non piacciono i broccoletti e affini, ma dato che la voglia di bella stagione qui è ancora molto presente, dai colori di quella ricetta passiamo ad una bevanda etnica ed esotica.
Saranno le belle giornate soleggiate o sarà che mi guardo Marco Polo su sky o che leggo blog di viaggi, ma mi è venuta una gran voglia di partire e nonostante in questo momento non possa farlo ho pensato che una botta di atmosfera esotica di un paese come l'India, dove ancora non sono stata e dove mi piacerebbe andare, me la potevo comunque creare e per farlo mi son preparata questo chai masala, una  bevanda indiana molto diffusa in loco.

Una similitudine  italiana non esiste e quindi tradurlo esattamente non si può, però la creatività italica mi fa pensare di chiamarlo tè-ppuccino anche se Chai masala suona già così bene che non ha bisogno di traduzioni costrette.
Il chai che vuol dire tè non ha un'unica ricetta, di base vi sono il cardamomo, la cannella e i chiodi di garofano, ma poi ogni famiglia ha le sue preferenze e quindi è possibile trovarne delle varianti a seconda delle spezie preferite.

Lo si può considerare l'incontro del té + spezie + latte, la ricetta letta in questo libro prevedeva una dose per 8, ma io non avendolo mai provato e avendo dei dubbi sul fatto di unire tè e latte, ho rivisto le dosi per due......... dopo averlo assaggiato me ne sono pentita, è veramente buono e lo si beve volentieri sia con biscotti che con un dolcetto come questo, ma anche sorseggiarlo da solo è una buona sensazione corroborata dalle spezie.

Piccola nota di usi e costumi
Questa è una bevanda che in India la si consuma come da noi si consuma il caffè, la vendono per strada e i venditori la offrono gridandone il nome per richiamare i consumatori, leggevo su questo libro che spesso lo vendono in tazze di terracotta perchè così una volta bevuto la si butta a terra e l'indiano di casta superiore è sicuro che altri indiani di casta inferiore non vi abbiano posato la bocca  sulla stessa tazza.


Ingredienti per 2 bicchieri : 350 ml. di acqua, 80 ml. di latte, un cucchiaio colmo di tè darjeeling, (oppure una bustina) un pezzetto di cannella di 3 cm. 3 baccelli di cardamomo, 2 chiodi di garofano, 3 rondelle di zenzero fresco, zucchero scuro a piacere.

Preparazione : mettere in una casseruola lo zenzero e le spezie ( schiacciate il cardamomo così rilascerà ancora meglio il proprio aroma), aggiungete l'acqua fredda e portate a bollore, lasciando sobbollire per circa 6 minuti a fuoco molto basso. Togliete dal fuoco e mettete in infusione anche il tè lasciandolo per altri 5 minuti.
Ora eliminate filtrando il liquido, tutte le spezie e le foglie di tè, o la bustina e aggiungete il latte e lo zucchero in base al vostro gusto di dolcezza, portate di nuovo a bollore in modo che quest'ultimo si sciolga bene e versatelo per gustarne tutto il suo aroma.

martedì 6 marzo 2012

broccoletti, cavolfiore e patate viola arrosto


In una breve incursione milanese ho pensato che cominciare la giornata con una classica colazione con croissant e caffè era il modo più giusto per darsi poi ad una bella camminata ma bisognava andare sul sicuro e quale garanzia migliore poteva essere una colazione in una delle più antiche pasticcerie milanesi


e più esattamente alla pasticceria di Mister Marchesi, un croissant leggero e buonissimo che ti metteva in pace con il mondo intero, le milanesi mi daranno sicuramente conferma della cosa ^___^
Ed essendo nei paraggi del padrone di casa di Milano sant Ambros non potevo non farci visita, mi sembrava scortese ......



a dir il vero mi piace molto dal di fuori, ma l'interno è stato rimaneggiato e pur non essendo un esperta, direi che l'hanno fatto senza mantenere l'aspetto originale e mi ha deluso un po'........proseguendo nei dintorni sono arrivata alla basilica di S. Maria delle grazie.......


nota anche per avere accanto il museo con il Cenacolo di Leonardo, a cui si accede solo con prenotazione.......



al suo interno vi si trovano soffitti decorati in stile rinascimentale e molti affreschi sulle pareti, è decisamente una basilica da vedere con calma ......

ma ora veniamo alla ricetta ispirata dalla voglia di primavera, ho voglia di togliere il cappotto, di cose leggere e colorate, ho voglia di primavera e anche se in qualche giornata mi sembra di cominciare annusare aria di bella stagione, credo che dovrò aspettare ancora un po' per vedere foglioline tenere di un bel verde brillante ricoprire come nuvole le chiome degli alberi.

Allora questa voglia di colori ho pensato di indirizzarla nel piatto e ho scelto verdure per un contorno al forno solo in  base ai colori, bianco, verde, viola e una spruzzata di rosso.

Ingedienti per 4 : un piccolo cavolfiore, un piccolo broccoletto di puglia ( mi sembra si chiami così), due patate viola o vitellotte, paprika, olio e sale.



Preparazione : sciacquate le verdure e pelate le patate, dividete a cimette i due broccoli e tagliate a tocchetti le patate, sbollentate le cimette a pentola scoperta per 3 minuti, poi scolatele e sciacquatele con acqua fredda così manterrano il colore, sbollentate le patate da sole, ma lasciatele al dente.

Sistemate un foglio di carta forno in una teglia da forno e versatevi le verdure, condite con olio, sale e paprika a piacere, rigirate delicatamente in modo che tutte le verdure siano condite, un'ultima spolverata di paprika e coprite con carta alluminio.

Infornate a 200 gradi per 20 minuti, poi sfornare togliere la copertura aggiustare eventualmente di olio, sale e rimettere in forno ancora per 5 - 8 minuti per farle arrostire bene.

lunedì 5 marzo 2012

raccolto WHB 323

Questa settimana inizia con il raccolto WHB 323,  le brave ospiti che hanno partecipato ci regalano un insieme di piatti tra cui scegliere un intero menù dalla colazione alla cena attraverso spuntini e merende, ma con una preferenza per i dolci............


Fiorella del blog Tepperella ci da l'idea di come iniziare la giornata con la sua caprese bianca per colazione avremo energie e buon umore assicurati.


Annarita, Branka, Conchita il trio del blog Fragoliva nonostante siano di ischia si fanno una capatina gastronomica  a nord e ci mettono in tavola un sostanzioso piatto trentino completo di speck e crauti 



Alda ci lascia un secondo da favola, dice che suo figlio se ne è pappate tre, ma io credo che dovremo farci forza per non seguirne l'esempio, le voglio fare al più presto!!

COTOLETTE DI TACCHINO LEGGERE
E' una ricetta che ho trovato su Cucina moderna e che ho, logicamente,
rivisitato. E' più forte di me, non riesco a non manipolare le
ricette....... è una malattia? Attenzione che se è contagiosa non rispondo, io sono
portatrice sana...........
Ho preso delle fette di fesa di tacchino battute bene, le ho insaporite con
un trito di erbe aromatiche mescolate con il sale, ho appoggiato sopra ad
ognuna una fettina di edamer e una di prosciutto cotto affumicato. Ho chiuso a
libro e ho messo degli stuzzicadenti per sigillare. Ho sbattuto un paio di albumi
con una forchetta finchè hanno fatto la schiuma, aggiunto a questi un paio di
cucchiai di senape e mescolato ancora. Ho poi immerso le tasche nel impasto
ottenuto e le ho poi passate in un trito di tutto quello che avevo in casa
(fette biscottate, pane (anche nero), grissini...). Quando erano ben
impanate le ho messe sulla banda del forno ricoperta di carta e le ho passate in
forno a 180° per una mezz'ora con solo un po' di olio spry sulla
superficie. Le ho servite con dei radicchi di campo lessati e passati in tegame con aglio e
olio... Ottime
P.S. Farle leggere non è servito a nulla, visto che mio figlio ne ha
mangiate tre, ma con una montagna di maionese!!!!!!!!


Kris del blog tutto ad occhio ha scoperto un frutto antico che ha le sue origini in campania e che io ho avuto il piacere di conoscere e portarmi a casa quando ho avuto l'occasione, la mela annurca dal sapore leggermente asprigno quasi una cugina della mela renetta trentina. Lei ne ha approfittato per fare uno squisito strudel.


Cindystar ci lascia dei cantuccini da pucciare in una buona bevanda d'accompagnamento......che sono spariti molto in fretta!


Brii ci delizia con un dessert al cucchiaio in un bel connubio fra arancia e cioccolata fondente con questa mousse all'arancia.......


Io arrivo con un contorno di stagione approfittando del  fatto che trovo carciofi belli carnosi, questi hanno una cottura insolita, infatti prima sono marinati e poi passati in padella.


I am pleased to present Whb 323  english version........


Cindystar gives us one of the most traditional recipes in Trentino-Alto Adige,  a Northern Italian mountain region,  is barley soup, so simple but so good and comfortable......
from Garda lake - italy





Cindystar give us another recipe, dessert Patty's Cantuccini one of the most famous and typical Italian cookies.

Joy gives us a side dish .......This uncommon, knobby vegetable almost looks like a mythical sea creature...........a side dish with the colorful Romanesco broccoli.
from Istanbul - turkey


Gay give us a dessert, sticky rice with mango......this dessert is available year round and there are shops that specialize only in selling this dessert.........
from Phitsanulok, Thailand 

Haalo give us a dessertfig frangipane tart.......In this tart I've used my buttery, sweet shortcrust and teemed it with an irresistible frangipane upon which I've nestled wedges of ripe fig..........
from Melbourne, Australia


Brii give us another dessert Orange mousse whith dark chocolate ..........I wanted to do a pudding, but with out eggs, milk or “gelatin leaves”..........
from garda lake - italy
Thank you to everyone for your great food.

giovedì 1 marzo 2012

carciofi marinati e arrostiti


Oggi vi do un consiglio nel caso voleste andare al cinema, sabato scorso ho visto - Quasi amici - una storia vera di un signore che in un incidente con il parapendio è rimasto tetraplegico completamente e assume un morettone ......nel senso di un bel ragazzo di colore, come badante. Non so quanto sia romanzato il film, ma le situazioni che si vengono a creare sono davvero comiche e se ne esce con l'umore decisamente rinvigorito...ma inoltre quello che hai visto ti fa rimuginare che l'idea di avere un badante di quel tipo in un futuro in là nel tempo e al bisogno, potrebbe essere una scelta  da prendere in considerazione.......vuoi mettere un ragazzone prosperoso che ti accompagna a fare la spesa o ti rimbocca le coperte......ne guadagneremo sicuramente in salute ^____^

E adesso arriviamo alla ricetta,  la stagione li offre e io ne approfitto per lasciarvi un'altra idea con i carciofi, copiata da qui e leggermente variata nelle dosi. 

Ingredienti per 4 : 4 carciofi grandi, mezzo limone (l'altra metà vi servirà per la marinata)

Per fare il brodo : 1 bicchiere di vino bianco, 1 piccola cipolla rossa, mezza carota, 1 stelo di sedano, 1 foglia di alloro, un rametto di timo, 1 cucchiaino di pepe ( io quello di sechuan che è più profumato) 

Per marinare : mezzo bicchiere di olio, uno spicchietto di aglio, il succo di mezzo limone, 5 - 6 bacche di pepe rosa e di pepe di sechuan, tre rametti di prezzemolo, gli aghi di un rametto di rosmarino, e dei semini di finocchietto.

Preparazione : mondate e tagliate a tocchi le verdure, e portate a bollore una pentola con circa mezzo litro d'acqua, versatevi le verdure e gli altri ingredienti, lasciate bollire per circa 20 minuti, e poi filtrate.

Intanto prendete i carciofi e togliete le foglie fino ad arrivare a quelle più tenere, non abbiate paura a toglierle per ottenere dei carciofi teneri, ma se le foglie tolte vi dispiace buttarle perchè sono polpose tenetele e una volta lessate, usatele in quest'altro modo . 

Tagliate le punte e divideteli in spicchi, mettendoli in acqua acidulata con il succo di mezzo limone. Una volta pronto il brodo filtrato fatevi cuocere i carciofi fino a che cominceranno ad essere teneri, poi spegnete lasciandoli al dente.

Sistemate i carciofi scolati in una bowl, preparate la marinata con tutti gli ingredienti  frullandoli con frullatore  ad immersione  e versatela sui carciofi facendo in modo che siano irrorati ben bene tutti  lasciare 3 - 4 ore in frigorifero coperti a marinare.

Prima di servirli spadellateli e finite di cuocere asciugando la metà del fondo di cottura, poi impiattate e finite con un filo d'olio, qualche fogliolina di prezzemolo e alcune bacche di pepe rosa per decorare.



E con questa ricetta partecipo al WHB 323 che questa settimana ospito io, Vi ricordo che se volete partecipare alla raccolta basterà mandare la vostra ricetta con foto a martarin@alice.it e segnalare nel vostro post la vostra partecipazione  alla raccolta. La raccolta verrà pubblicata anche da Haloo (organizzatrice internazionale) per la versione in inglese, mentre Kalyn ne è stata la fondatrice e Brii è l'organizzatrice per la versione italiana. Per saperne di più leggete qui

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